Italcementi lanciaTx Active, soluzione attiva contro l'inquinamento. Pesenti: abbiamo fatto innovazione non solo per noi, ma per il Paese. Quando dieci anni fa l'architetto Richard Meier progettò la realizzazione della Chiesa Dives in Misericordia a Roma, il Gruppo Italcementi, che di quell'opera fu il principale sponsor tecnico, probabilmente non immaginava che si sarebbe aperta una nuova storia di successo. «In quell'occasione -spiega adesso Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi - abbiamo iniziato a sperimentare la capacità dei cementi fotocatalitici di preservare nel tempo la brillantezza e la pulizia delle strutture, realizzate con il cemento bianco Tx Millennium». Oggi quella sperimentazione si è chiusa con reciproca soddisfazione ed è stata allargata ed estesa ad altri progetti, portando ieri al lancio di una novità: Tx Active. Di cosa si tratta? Di «un principio attivo fotocatalitico che, applicato al cemento, consente di abbattere gli inquinanti presenti nell'aria». «In altre parole - ha spiegato Enrico Borgarello, direttore ricerca e sviluppo del gruppo - il cemento, che contiene un principio attivo, prende gli inquinanti presenti nell'atmosfera e li trasforma». Risultato? In una grande città come Milano, secondo i ricercatori di Italcementi, rivestire con prodotti targati Tx Active il 15 delle superfici urbane a vista permetterebbe di ridurre l'inquinamento del 50. Per la società, uno dei leader mondiali nella produzione del cemento, si apre la possibilità, per dirla con Pesenti, di «entrare in un nuovo settore: quello di speciali prodotti cementizi destinati a dare una risposta concreta e industrializzata al problema dell'inquinamento nelle città». Dopo la realizzazione della Chiesa Dives in Misericordia di Roma, sono arrivati così nel tempo la costruzione di un sito-pilota a Guerville, in Francia, la pavimentazione in masselli autobloccanti a Calusco d'Adda (all'interno di un impianto produttivo del gruppo) e la sperimentazione nel tunnel di via Porpora a Milano. Dalla fase di analisi e di studio condotte in laboratorio, si è passati così alla prova sul campo. Ora arriva la fase più difficile e importante: la sfida sui mercati. «Tx Active verrà commercializzata in una prima fase in Italia, poi in Francia, Spagna, Belgio e Stati Uniti». Come spiegare questa conquista d'eccellenza del mode in Italy ai propri clienti, pubblica amministrazione compresa? Come valorizzare al massimo una produzione in questo momento di nicchia diventando sempre più competiti su scala globale? La ricetta di Italcementi è la stessa e funziona da 140 anni: investire sempre di più in ricerca e sviluppo (ben 25 milioni di euro nel solo 2005) e puntare su politiche di comunicazione in grado di raggiungere il consumatore finale. Non a caso, nei prossimi giorni partirà una campagna pubblicitaria che avrà come idea-guida lo slogan «Costruiamo aria pulita», in un'ottica di sviluppo sostenibile. «Si sottolinea spesso - ha sottolinealo Pesenti - come il fare innovazione sia un imperativo per lo sviluppo del Paese. Questo risultato è il frutto della ricerca italiana». Impresa e università, in questo caso, hanno mostrato di saper «fare squadra», per citare un'espressione che piace a Luca Cordero di Montezemolo. Italcementi ha infatti collaborato con Cnr, Arpa, Centro ricerche di Ispra e diversi atenei. Ora 9 brevetti siglati via via in questi 10 anni sono la garanzia che questa invenzione non teme imitazioni.
Arriva il cemento che batte lo smog
Il Gruppo Italcementi ha lanciato Tx Active, una soluzione attiva contro l'inquinamento. Il cemento fotocatalitico, applicato al cemento, consente di abbattere gli inquinanti presenti nell'aria. Secondo i ricercatori, rivestire con prodotti Tx Active il 15 delle superfici urbane a vista in una grande città come Milano permetterebbe di ridurre l'inquinamento del 50%. Il prodotto sarà commercializzato in Italia, Francia, Spagna, Belgio e Stati Uniti. Italcementi ha investito 25 milioni di euro nel 2005 in ricerca e sviluppo e punta su politiche di comunicazione per raggiungere il consumatore finale.
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