«STOP alle speculazioni edilizie nell'arenile nord e sud di Pescara, basta con lo scempio della Pineta Dannunziana». Lo affermano a gran voce sette associazioni ambientaliste (Dimore storieche, Eva ecoistituto verde abruzzese, Italia Nostra, Legambiente, Marevivo, Mila Donnambiente e Comitato "Riprendiamoci la spiaggia") che hanno sollecitato un'interrogazione parlamentare della senatrice Loredana De Petris (Verdi) ad Altero Matteoli e Rocco Buttigliene, ministri rispettivamente dell'Ambiente e dei Beni culturali. Nel mirino delle associazioni ambientaliste è finita la politica del Comune di Pescara, in particolare per ciò che riguarda la zona di vincolo della Pineta Dannunziana, «sottoposta - si legge nell'interrogazione - a una nuova e feroce speculazione edilizia». «La Pineta Dannunziana (ex pineta D'Avalos) - scrive la senatrice De Petris - è soggetta a vincolo ai sensi della legge n 1497 del 1939, zona dichiarata di notevole interesse pubblico e sottoposta a tutela paesistica, vincolo ribadito da un Decreto ministeriale nel 1965 e dal Consiglio regionale nel 1990. Negli ultimi anni, in questa zona si stanno compiendo scempi edilizi anche sull'arenile, con demolizioni e costruzioni cervellotiche. In via Primo Vere, inoltre, nel 2003 è stato demolito, senza autorizzazione della Soprintendenza ai beni ambientali, un villino degli anni Trenta, mentre il Comune ha rilasciato ugualmente il permesso a costruire. Il cantiere fu sequestrato dalla Procura della Repubblica di Pescara nel marzo di due anni fa». A inizio 2006, inoltre, il Tar di Pescara, pur dando ragione in parte al Comune, motiva la sentenza avvertendo che «...l'intervento edilizio è consentito purché la costruzione non ostruisca o limiti la vista delle bellezze del sito...». Nell'interrogazione, la parlamentare dei Verdi ricorda altri otto casi di scempi edilizi perpetrati nella zona della Pineta Dannunziana e invita i ministri Matteoli e Buttiglione «ad aprire un'indagine per verificare la legittimità degli interventi urbanistici effettuati; se intendano oppure no - conclude la De Petris - tener conto del vincolo imposto dal Decreto ministeriale del 1965 e dei vincoli ribaditi nel Prg del Comune di Pescara del 2003, che stabilisce come la demolizione e la ricostruzione degli edifici deve rispettare l'ingombro planimetrico e altimetrico esistente, il rapporto di copertura, il tessuto e le tipologie esistenti».