Domani al Pirellone un convegno con l'assessore Albertoni e il ministro Buttiglione L'avvio dei lavori per la scuola di cinema di Milano, celebrato pochi giorni fa alla ex-Manifattura Tabacchi sotto gli occhi entusiasti di Bossi e Berlusconi. è solo uno dei molteplici interventi culturali che la Regione sta attuando nel capoluogo lombardo. Se ne parlerà domani all'Auditorium "Giorgio Gaber" del Palazzo della Regione, nel corso del convegno "Regione Lombardia per la Cultura a Milano: 2000-2006, bilanci e prospettive". L'evento è organizzato dall'Assessorato regionale alle Culture, Identità e Autonomie , al cui timone lavora il leghista Ettore Albertoni. A partire da metà mattinata interverranno diversi relatori, istituzionali e tecnici, per tracciare un bilancio di ciò che è stato fatto, traendo poi dall'esperienza accumulata un utile trampolino per progettare le iniziative future. Oltre ad Albertoni, ci saranno il sindaco di Milano, Gabriele Albertini, il presidente della Provincia, Filippo Penati, il presidente della Regione Roberto Formigoni e persino il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Rocco Buttiglione. Che da Roma si spingano fino al Pirellone i massimi vertici statali della politica culturale italiana, costituisce senza dubbio un grande riconoscimento per l'opera fin qui svolta dall'assessorato di Albertoni. Insediatasi nel 2000 e riconfermata nel 2005, la gestione leghista della cultura a livello regionale ha mietuto in Lombardia successi su successi dando prova di efficienza e solerzia. Questo perché alle vecchie abitudini di concedere finanziamenti a pioggia, non coordinati e il più delle volte a fondo perduto, è subentrata negli ultimi anni la sana prassi degli accordi di programma in cui vengono precisati "nero su bianco" i paletti temporali e la ripartizione degli impegni. Si tratta insomma di veri e propri contratti che prevedono sanzioni nel caso di inadempienze. In tal modo la Regione Lombardia non sperpera più risorse, ma finanzia parzialmente restauri, mostre o pubblicazioni culturali, affiancandosi nel contempo agli altri enti territoriali, pubblici e privati, chiamati anch'essi a contribuire e a premiare proposte meritevoli. In parole povere non si è fatto altro che applicare certi principi-base del federalismo, come la sussidiarietà e il partenariato (o, se preferite, gioco di squadra). Dunque si potrebbe ben dire che il ministro Buttiglione verrà a Milano domani anche per riconoscere la validità del pragmatismo federalista. Infine non va dimenticato il ruolo delle centinaia di associazioni di volontariato culturale, alle quali la Regione ha sempre dedicato la massima attenzione. Nel caso di Milano, l'Assessorato regionale ha sfoderato particolare perizia e impegno. Non è facile infatti recuperare le radici del passato in una città che dal 1950 ad oggi ha visto trasformarsi troppo velocemente il suo tessuto umano e antropologico, a causa di immigrazioni dei più vari tipi. Eppure le maggiori difficoltà sembrano aver agito in senso positivo, spingendo la Regione a fare sempre meglio. Basti pensare che durante la scorsa legislatura (2000-2005) l'Assessorato di Albertoni ha erogato un totale di 83 milioni di euro per contribuire a 703 diversi interventi nella grande città. Di questi, circa 48 milioni sono andati a sostenere teatri come "La Scala" e il "Piccolo", vari Circuiti Teatrali e Lirici, nonché mostre di pittura. I restanti 35 milioni di euro sono invece stati destinati da un lato a restauri di monumenti, dall'altro a sostenere servizi irrinunciabili come le biblioteche e gli archivi storici. Tra le iniziative più recenti, oltre alla già citata nascita della scuola di cinema nella vecchia Manifattura Tabacchi di Viale Fulvio Testi, ricordiamo il recupero architettonico del complesso siderurgico Breda di Sesto San Giovanni. Gli stabili dove si fondeva l'acciaio per le armate che lottavano sul Piave o in Abissinia, accoglieranno un Museo della Grande Industria e un'arena per spettacoli, mentre verrà restaurato uno dei macchinali più caratteristici degli storici impianti, il carro-ponte che spostava intere locomotive. Siamo sicuri che il convegno di domani, con la sua parata di nomi celebri, rappresenterà una speranza. Quella che, come è accaduto più volte nella storia di questo Paese, anche nel campo del sostegno pubblico alla cultura, la Lombardia sia considerata un esempio da seguire.