. Mercoledì primo marzo saranno in visita ad Agrigento ventuno giornalisti cinesi. I professionisti dell'informazione proveniente dalla terra del Terra del Dragone visiteranno la Valle dei Templi nell'ambito delle attività promozionali dell'Ente Parco nei confronti dei nuovi mercati. Forse unico in Italia, infatti, il Parco Archeologico Valle dei Templi recentemente ha approntato il nuovo materiale informativo della Valle includendovi, fra le altre, le traduzioni in lingua cinese. Da qui la curiosità di visitare la valle da parte del gruppo di giornalisti che, sicuramente, al rientro in patria, pubblicherà ampi reportage sui rispettivi giornali. Ma non è l'unica promozione che viene proposta in questa occasione. Fra le iniziative in cantiere da parte dell'Ente Parco c'è anche, infatti, a fine aprile, la partecipazione a una grande esposizione a Pechino nella quale la città di Agrigento verrà rappresentata, come ha detto il direttore dell'Ente Parco Pietro Meli, da un «reperto eccezionale». Impossibile al momento sapere a quale fra i tanti dell'antica Akragas a cui si riferisse. Pare che la notizia verrà diffusa solamente fra un paio di giorni, ma i sospetti sono circoscritti all'Efebo, oppure a uno degli splendidi crateri attici custoditi all'interno del Museo Archeologico di San Nicola. Ovviamente, il trasporto dall'altra parte del globo di un reperto di simile pregio sarà un'opera complessa e dispendiosa. Uno sforzo che testimonia l'interesse crescente che vi è attorno alla Cina. Insomma sembra che la Cina, con la sua economia rampante, si stia trasformando da problema in opportunità. Appare, infatti, essere questa la metamorfosi a cui sono destinati i «temibili» cinesi. Il gigante orientale, infatti, oltre a essere un temibile concorrente per l'economia nostra-na, rappresenta anche una grande opportunità per le nostre imprese. Sembrano cominciare ad accorgersene anche gli operatori culturali e turistici che vedono nei nuovi ricchi della Cina lo spiraglio per accedere ad un mercato turistico vastissimo. Potrebbe essere questa una svolta importante per il nostro comparto turistico, quella svolta da sempre auspicata, ma non ancora individuata. Il mercato cinese, con le sue potenzialità in termini numerici, rappresenta indubbiamente una nuova esaltante frontiere. Una frontiera da non perdere assolutamente per non rimanere ulteriormente attardati.