Denuncia anni di angherie e umiliazioni, emarginazione e isolamento. Stress e depressione sono diventati la nota dominante della sua vita. Ma ciò che più addolora Antonio Latanza, direttore del Museo nazionale degli strumenti musicali, è la mancanza di fondi per restaurare i suoi violini e pianoforti, organi e clavicembali. «Sono sempre stato innamorato della musica», dice l'ex funzionario diventato storico dell'arte. Senza più un euro dal '92, ostacolato nella carriera, Latanza accusa di mobbing il Ministero dei beni culturali. Il direttore vuole almeno 500 mila euro di risarcimento per danni biologici, esistenziali, morali, patrimoniali, alla professionalità e all'immagine. H ricorso sarà discusso dalla sezione lavoro del tribunale il 6 ottobre. Gli avvocati Luciano Tamburro e Federica Fortini hanno allegato 281 documenti per provare la perdita di chance subita dallo storico dell'arte. Nella palazzina di due piani a. Santa Croce in Gerusalemme sono ospitati 2.500 strumenti, 900 dei quali esposti. I più antichi risalgono all'VIII secolo avanti Cristo, i più recenti al Futurismo. «Il Museo è il più importante del mondo dopo quello di Bruxelles», spiega Latanza. Tra i suoi gioielli, la celebre «Arpa Barberini» del Seicento, alcuni pezzi ap-partenuti a Benedetto Marcello e un pianoforte costruito nel 1720 dal suo inventore, Bartolomeo Cristofori. Quest'ultimo, racconta lo storico dell'arte, «è stato aggredito dai tarli al suo arrivo al Museo, alla fine degli anni Sessanta. Nonostante le richièste della direttrice di allora, Luisa Cervelli, non c'è stato alcun intervento. E ora non si può più restaurare né suonare». . Ma il pianoforte (che ha soltanto due «gemelli» a New York e a Lipsia) Ma non è l'unico caso di incuria. Una relazione allegata al ricorso, redatta da chimico Georgios Tavlaridis, esperte di conservazione, documenta che «La maggior parte degli strumenti ha perso la propria funzionalità» In quelli in legno «si riscontrano fratture, rotture, imbarcamenti e distacchi» L'impianto di condizionamento, quando c'è, «non è idoneo» e «le vetrine sono fuori norma». In carica dal 1984, il direttore ha proposto diversi lavori di manutenzione ma alle sue istanze non c'è mai stata risposta. Così come sono svaniti i progetti di allestire mostre e pannelli didattici, i tentativi di acquistare nuovi strumenti e di as sumere restauratori. I dinieghi che s: sono susseguiti dal '92 hanno reso Latanza un funzionario mobbizzato nessuna sua iniziativa è stata autorizzata o approvata; la retribuzione gli è stata decurtata; ha dovuto pagarsi le trasferte; soltanto nel 2004 gli è stata riconosciuta la qualifica di storico dell'arte «con decorrenza dal 6 agosto 1989», quando quattro concorsi utili alla carriera erano finiti da un pezzo, n centro mobbing della Asl Roma E ha rilevato un «disturbo dell'adattamento reattivo a situazione lavorativa anamnesticamente avversa». E alla Sapienza la docente di psichiatria Emilia Costa ha diagnosticato «stress psicosociale lavorativo cronico con sindrome ansioso-depressiva reattiva». «Volevo ristrutturare il museo, ma questa storia ha stravolto i miei sogni - dice Latanza -. Tra gli storici dell'arte sono, stato maledetto perché ho cominciato come funzionario. E quello che è accaduto una spiegazione ce l'ha: si voleva mettere qual-cun altro al mio posto». (Ha collaborato Nicola Zaccagni)
Mobbing al museo, il direttore fa causa - Santa Croce, strumenti musicali non restaurati e attaccati dalle tarme
Antonio Latanza, direttore del Museo nazionale degli strumenti musicali, denuncia anni di angherie e umiliazioni subite a causa della mancanza di fondi per restaurare gli strumenti musicali. Ha accusato il Ministero dei beni culturali di mobbing e richiede 500 mila euro di risarcimento per danni biologici, esistenziali, morali, patrimoniali, alla professionalità e all'immagine. Il museo, che ospita 2.500 strumenti, tra cui la celebre Arpa Barberini del Seicento, ha subito una grave manutenzione negli ultimi anni. La direttrice del museo, Luisa Cervelli, non ha intervento quando il pianoforte di Bartolomeo Cristofori fu aggredito dai tarli.
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