La proposta al Comune: costituire un'azienda mista per avere maggiori garanzie A gestire il tesoro è una cooperativa che oggi teme i tagli della Finanziaria SEUI. Troppa grazia! Cinque "siti museali" in un paese di millecinquecento abitanti sarebbe roba da non credere. Se provassimo a fare le proporzioni, quanti siti museali dovrebbero avere Sassari e Cagliari? Eppure si tratta di una realtà consolidata da diversi anni che da lavoro stabile a sette persone. Così, almeno, sembrava fino a ieri. Ma domani potrebbe già essere un altro giorno, a dar retta ai racconti sotterranei di umanità dolente, ancora sussurrati anziché gridati, nel coro sempre più alto di "sofferenze" a vari livelli che la Sardegna delle zone interne propone alla cronaca quotidiana della precarietà e della carenza di posti di lavoro. I ragazzi della piccola cooperativa "S'Eremigu" (nella parlata locale, il sostantivo ha un significato vagamente orrido: il diavolo, il Nemico per eccellenza) che dal 1999 gestisce i percorsi del museo municipale hanno lanciato un allarme con un appello di sei cartelle fitte indirizzate al nuovo sindaco Cq-stantina Loi, agli altri amministratori comunali e al comitato scientifico del "Percorso Museale Monumentale" (ne fanno parte tre noti intellettuali di Seui che giocarono un ruolo fondamentale nella nascita della struttura: il pro-fessor Francesco Carboni, storico dell'Università di Cagliari, il professor Giampaolo De-sqgus, docente di lingue straniere al liceo scientifico "Bissiri" oltre che sindaco del paese per dieci anni, e l'architetto Salvatore Carboni). Per il paese il rischio è grave. La crisi, acuita dai tagli decisi dalla Regione in tutti i settori ma più forti in materia di cultura, potrebbe mettere in discussione lo sviluppo complessivo del territorio che ha uno dei suoi cardini proprio nell'offerta turistica. E una questione "meramente politica", secondo i soci della cooperativa S'Eremigu. Se n'è resa conto perfino la giunta regionale, che nella solita delibera di fine d'anno ha prorogato al 31 dicembre del 2006 i progetti in scadenza, condividendo è scritto così nel verbale della seduta del 20 dicembre 2005 «la preoccupazione manifestata dagli enti locali e dalle società e cooperative di gestione, di un'interruzione dei servizi fin qui erogati». Ma nella stessa delibera la Regione ammonisce anche i Comuni, senza mezzi termini: «Gli enti locali titolari di progetti in scadenza per la gestione di aree e parchi archeologici, di complessi monumentali e di musei che intendono beneficiare del contributo regionale per il 2006 sono tenuti a compartecipare per la gestione e la promozione del servizio». Nell'appello dei giorni scorsi i ragazzi del museo di Seui hanno osservato fra l'altro: «Non bastano le solite frasi di circostanza, occorre investire risorse in grado di fornire opportunità di lavoro». Un invito esplicito agli amministratori comunali: garbato ma deciso. Con una riflessione in più: «L'aver investito negli anni in questo settore ha fatto assurgere Seui ad un ruolo che pochi altri centri possono contendergli in ambito regionale. Occorre insistere sulla strada dello sviluppo sosteni-bile come antidoto al continuo spopolamento», che altrimenti sarebbe "inarrestabile". Che ne pensa il nuovo sindaco Costantina Loi, che ha sostituito proprio uno dei tre principali artefici della nascita del primo nucleo museale, Giampaolo Desogus? La "signora Tina" come tutti continuano a chiamarla a Seui, così la indicavano quando, per molti decenni, era una delle figure più importanti della scuola non soltanto non si scompone ma porta il discorso su un piano più elevato e generale. «Il nostro museo rappresenta una enorme ricchezza per tutto il paese. Gli addetti hanno ormai acquisito una grande professionalità ed è giusto aiutarli anche perché si tratta di un aiuto che giova alla comunità intera», premette il sindaco. Poi annuncia che sarà il Consiglio comunale a decidere le modalità dell'intervento: «Porterò tutto in aula e prenderemo le decisioni insieme. Occorre una visione libera da ogni condizionamento personale, un freno che talvolta mi sembra di avvertire in qualcuno. Ma sono sicura che l'interesse comune avrà la meglio sulle miserie del quotidiano», garantisce il sindaco. L'annuncio della tempesta sedata sul nascere rassicura i giovani della cooperativa, n presidente Ignazio Marci che è anche consigliere provinciale di Rifondazione fa un discorso chiaro quanto quello di Tina Loi: «Abbiamo già parlato con il sindaco, a viso aperto e senza pregiudizi. La signora sa come la pensiamo, ci conosce almeno quanto noi conosciamo lei, che è stata maestra di molti di noi, me compreso. Se ha deciso di portare la questione davanti all'intero Consiglio comunale a noi fa piacere», dice. «Riteniamo che nell'immediato la prima cosa da fare sia preparare il nuovo progetto, con la compartecipazione del Comune secondo le direttive della Regione. Si tratta di garantire le cosiddette quote eccedenti, operazione che noi ora non siamo in grado di fare da soli. In parole povere, il Comune dovrebbe anticipare una cifra che poi gli tornerà indietro come partita di giro». Non chiedono miracoli, i ragazzi della cooperativa. Né elemosine. Anzi, hanno già dato fondo a gran parte delle delle loro risorse, comprese parecchie mensilità di stipendio. Questo per l'immediato. Per il futuro prossimo, la cooperativa chiede «l'assegnazione della biglietteria, come indicato dalla Regione, la possibilità di attivare il servizio aggiuntivo di visita guidata a pagamento (cinquanta centesimi a persona), una quota di compartecipazione alle spese per la manutenzione ai uno dei siti museali, la casa natale dello scrittore Filiberto Farci. Inoltre, un massiccio intervento promozionale sui turisti della costa ogliastrina e di Cagliari, visto che il trenino verde nella stagione estiva trasporta ogni anno oltre ottantamila visitatori, la metà dei quali sulla tratta Man-das-Arbatax che ha una delle sue tappe più importanti a Seui». La cooperativa suggerisce infine «la creazione di una società mista pubblico-privata per la gestione compartecipata dei beni culturali, seguendo la strada intrapresa da altre amministrazioni comunali come Villagrande Strisàili». Un vero e proprio uovo di Colombo, come si sarebbe detto una volta. Ma nei piccoli centri come nei grandi, tutto il mondo è paese spesso agiscono incomprensioni e rancori, anche di vecchia data, che rendono complicate perfino le faccende semplici. La storia sarda recente ne è piena. Ma forse a Seui la soluzione è vicina. «Non intendiamo affatto chiudere il museo», assicura il sindaco Tina Loi. «Anzi il nuovo sito (la casa Cared-da-Aresu, acquisita di recente dal Comune e restaurata), che inizialmente ospiterà in via provvisoria anche la biblioteca, sarà dedicata a un altro seuese illustre: il dottor Demetrio Ballicu, che fu valoroso medico del paese per oltre quarant'anni, dal 1919 al 1962». Ma se la soluzione è vicina, come tutto lascerebbe credere, perché mai tanto clamore? Forse si tratta di un falso allarme, come nella favole dell'avvistamento del lupo. Ma i predatori non hanno mai avuto vita facile, su queste montagne.