IL PROGETTO. Una nuova struttura conterrà i tesori archeologici che erano stati saccheggiati Dalla cooperazione tra i due Paesi nascerà anche un «Museo virtuale» che renderà accessibili in rete i preziosi reperti dell'Iraq ROMA. Un progetto già avviato assieme al Cnr per la creazione di un «Museo virtuale» che renda accessibili in rete i tesori dell'Iraq e un secondo progetto ancora embrionale per dotare Baghdad di un nuovo Museo archeologico al posto di quello saccheggiato dopo la caduta di Saddam Hussein. Anche se la pace tarda ad arrivare e le violenze non accennano a fermarsi, le autorità irachene non dimenticano il recupero dell'inestimabile patrimonio del Paese e in campo culturale contano molto «sulla collaborazione dell'Italia». Così sottolinea B. Mayah, consigliere del premier Ibrahimjaafari e del ministero del Turismo e delle antichità, a Roma per colloqui e contatti che puntano ad approfondire una cooperazione «già proficua e collaudata tra Paesi alleati». Con la delegazione che lo accompagna, nei giorni scorsi Mayah ha partecipato presso la sede del Cnr alla presentazione del «Museo virtuale di Baghdad», un progetto che permetterà quanto prima di rendere fruibili su Internet parte dei tesori archeologici di quella che fu la culla della civiltà. «Quello che stiamo realizzando con il Cnr rappresenta un modello di cooperazione italo-irachena che potrà servire da esempio per altri Paesi che ci auguriamo seguano la stessa strada», ha detto Mayah. Altrettanto ambizioso, se non di più, è il piano di dotare Baghdad di un nuovo museo archeologico nazionale «che sarà tra i più grandi del mondo» e per il quale l'Italia ha assicurato la sua disponibilità a collaborare. «L'Italia ci aiuterà a lanciare un fondo internazionale per la realizzazione di questa opera, un fondo cui speriamo possano partecipare sia l'Unione europea sia l'Unesco, l'ente dell'Orni per la cultura», ha spiegato Mayah. «Diventerà un simbolo, anzi un monumento alla collaborazione tra popoli di diverse culture», ha aggiunto. L'attuale Museo archeologico di Baghdad è il più grande del Medio Oriente ed è stato in parte ristrutturato dopo i saccheggi subiti nell'aprile 2003 dopo il rovesciamento di Saddam in seguito all'intervento militare angloamericano. E' situato nel quartiere di Karkh e vi sono esposti oltre 200 mila reperti tra bassorilievi assiri, statue dell'età sumera e capolavori in oro frutto degli scavi dell'antica Ninive. «La struttura attuale risale a circa 40 anni fa - ha detto Mayah - ma lo spazio non è sufficiente per ospitare le centinaia di migliaia di oggetti che potremmo mostrare ai visitatori e ai turisti che speriamo possano arrivare in massa da tutto il mondo in un Iraq finalmente pacificato». Se non resterà solo un sogno il progetto, secondo Mayah, verrà affidato all'irachena Zaha Hadid, uno degli architetti contemporanei più quotati. «Ma ci sarà spazio anche per architetti italiani», ha subito aggiunto. Nei suoi colloqui romani, il consulente di Jaafari ha incontrato anche i responsabili dell'Enit per acquisire «pareri» sullo sviluppo del turismo in Iraq. «In questo momento può sembrare prematuro parlarne - ha detto - ma un giorno, anche grazie all'aiuto e al sacrificio di Paesi come l'Italia, la pace arriverà e con essa anche i turisti». «Sa qual è l'antidoto al tanto temuto scontro di civiltà? - chiede Mayah -Sono proprio il turismo, che facilita gli scambi tra i popoli e la cooperazione culturale. E questa è la strada che noi vogliamo battere».
Baghdad, un museo targato Italia
La cooperazione tra l'Italia e l'Iraq si rafforza con la creazione di un Museo virtuale che renderà accessibili in rete i tesori archeologici del Paese. Il progetto è già avviato con il Cnr e si tratta di un modello di collaborazione che potrà servire da esempio per altri Paesi. Inoltre, l'Italia ha assicurato la sua disponibilità a collaborare con l'Iraq per la realizzazione di un nuovo Museo archeologico nazionale, che sarà tra i più grandi del mondo. Il progetto prevede la creazione di un fondo internazionale per la realizzazione di questa opera, che potrà essere sostenuto dall'Unione europea e dall'Unesco. Il nuovo museo sarà un simbolo della collaborazione tra popoli di diverse culture.
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