La trattativa era in corso da anni e l'intesa firmata ieri a Perugia tra la Conferenza episcopale umbra e la Regione dell'Umbria mette un punto fermo nel discorso sul rapporto tra patrimonio artistico e culturale delle Chiese dell'Umbria e lo stesso patrimonio dipendente dalla Regione.Alla proposta di realizzare un unico sistema mussale regionale che comprenda strutture di enti locali e di enti ecclesiastici, i vescovi umbri hanno sempre dato una risposta prudente, una disponibilità condizionato alla garanzia del riconoscimento delle«finalità religiose e culturali» dei beni. Ora la garanzia è stata inserita nella premessa agli otto articoli dell'intesa firmata dal vescovo di Assisi Sergio Goretti, presidente della Ceu (Conferenza episcopale umbra), e dall'assessore regionale alla cultura Gianfranco Maddoli. Una Commissione paritetica di sei membri(tre della Ceu e tre della Regione) avrà il compito di«predisporre accordi e programmi» e di vigilare sulla loro applicazione.Inoltre le parti si impegnano, per quanto di loro competenza, a svolgere azione di promozione per la realizzazione di «piani locali di intervento».Quali saranno le conseguenze pratiche della firma? Da parte della Regione una semplificazione dell'intervento economico sul patrimonio ecclesiastico, che avverrà sulla base di progetti; da parte della Chiesa umbra,ha sottolineato Goretti,l'Intesa costituisce uno stimolo per un maggiore coordinamento tra i vari Enti ecclesiastici (diocesi parrocchie religiosi ecc.)per la realizzazione e il potenziamento reti museali diocesane (comead Assisi) e la rete regionali inaugurata nell'anno del Giubileo. Il nodo da sciogliere tra Regione e Ceu, per la realizzazione di un sistema museale integrato,riguarda la definizione degli "standard di qualità"per i quali esiste già un decreto del maggio 2001emanato dal Ministero peri beni culturali. «Si tratta di garantire la qualità dei servizi, soprattutto quando sì affida la gestione a dei privati» spiegano all'assessorato regionale,definendo competenze professionali richieste agli operatori e contenuti.informativi sulle opere d'arte. "Dettagli", si fa per dire, che in definitiva incidono sull'autonomia ,degli enti ecclesiastici nella gestione dei loro musei.
Umbria intesa sui beni culturali ecclesiatici
La Conferenza episcopale umbra e la Regione dell'Umbria hanno firmato un'intesa a Perugia per definire il rapporto tra il patrimonio artistico e culturale delle Chiese dell'Umbria e quello dipendente dalla Regione. La trattativa è stata in corso per anni e l'intesa prevede la creazione di un sistema mussale regionale che comprende strutture di enti locali e ecclesiastici. Una Commissione paritetica di sei membri sarà incaricata di predisporre accordi e programmi e di vigilare sulla loro applicazione.
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