Dopo le esposizioni, inaugurate ieri a Palazzo Belmonte Riso, fra cui la Madonna con il bambino, probabile opera autografa di Antony Van Dyck, la settimana della cultura palermitana procede, oggi, con l'inaugurazione della fontana Rocaille a Palazzo Mirto. La fontana ritornerà a zampillare, per l'occasione, dopo anni di restauro. L'opera, risalente al 1700, è situata in un cortile pensile del piano nobile ed è circondata da pitture a tempera. Sortisce un effetto scenografico, secondo il gusto dell'epoca, con l'in sieme delle colonne ricoperte da grappoli d'uva e tralci di vite. Nella parte su periore della fontana, sopra una falsa balconata, si trova lo stemma della fami glia Filangeri. Sull'architrave svetta il busto di Bernardo Filangeri, incorniciato in una ricca decorazione di putti e ghir lande. Al ritorno dell'acqua nella fontana Rocaille si affiancano altri appuntamenti. Questa mattina saranno presentati, al Museo archeologico regionale «Salinas», i risultati di un progetto di formazione professionale, avviato dalla società crimisos. L'iniziativa ha già prodotto l'avvio di tre cantieri per il restauro di libri anti chi, di pitture parietali, di mosaici e di sculture, di proprietà dello stesso museo. E' attesa la partecipazione dell'Assesso re regionale al lavoro Raffaele Stanca nelli. Il progetto, infatti, è stato finanziato dall'assessorato al lavoro con le risorse del Fondo sociale europeo. In occasione della settimana della cultura sarà possibile visitare, gratuitamente, a Palazzo Abatellis, l'ostensorio in oro appartenuto ai padri Filippini all'Olivel la di Palermo. Anche la galleria di Palazzo Abatellis, come le altre regionali, potrà essere visitata gratuitamente fino ali'11 maggio. Un occasione da non per dere per vedere un oggetto unico come l'ostensorio, noto anche come la "sfera d'oro". La sua esposizione a Palazzo Abatellis è partita il 10 aprile e si protrarrà fi no al 20 luglio. In un mese la galleria ha registrato un incremento di seimila presenze. L'ostensorio, uno dei capolavori dell'oreficeria seicentesca palermitana, viene mostrato per la prima volta al pubblico dopo un delicato intervento di restauro eseguito dall'Opificio delle pietre dure di Firenze. Il nome con cui è chia mato l'ostensorio nei documenti d'archivio, «la sfera d'oro», evoca lo splendore della sua fattura e le ombre di una tormentata e curiosa storia del seicento siciliano. La protagonista è Donna Anna Graffeo, moglie di un conte milanese, giunto in Sicilia al seguito del viceré Emanuele Filiberto di Savoia. Dopo la scomparsa del marito e dell'unico figlio, Donna Anna decise di ritirarsi dal mondo e di abbandonare tutti i beni terreni sce gliendo una vita di clausura in convento. Con le pietre preziose estratte dai suoi gioielli e con le sue ricche argenterie l'orafo palermitano Leonardo Montalbano realizzò, fra il 1640 e il 1641, l'ostensorio. Il suo danneggiamento risale alla notte di Natale del 1870, quando la "sfera d'oro" vene trafugata dal Reale museo di Palermo, assieme ad altri oggetti prezio si. Qualche mese dopo, fu ritrovata in un'abitazione privata, gravemente dan neggiata e sepolta sotto i mattoni del pavimento. Si era frantumata in trecento frammenti. I pezzi, comunque, furono tutti conservati e un secolo dopo transitarono a Palazzo Abatellis. Negli ultimi anni la direzione del museo ha avviato una serie di ricerche, in collaborazione con l'Opificio delle Pietre dure di Firenze, per un restauro che un secolo prima appariva impossibile da realizzare. Dal momento che mancava qualunque documentazione precedente all'atto vandalico, i tecnici fiorentini hanno dovuto realizzare una ricostruzione virtuale dell'ostensorio e si sono resi conto che non avrebbero potuto restaurarlo ricor rendo alle tecniche tradizionali. Il recupero dell'ostensorio ha lasciato particolarmente soddisfatti anche gli esperti fiorentini. «Il restauro del sontuoso ostensorio palermitano ha detto Cristina Acidini, sovrintendente dell'Opificio delle pietre dure potrà contribuire in modo significativo all'affinamento del l'impostazione metodologica e all'ampliamento delle risorse tecniche oggi di sponibili».
Se beni culturali fa rima con lavoro
Ieri è stata inaugurata la fontana Rocaille a Palazzo Mirto, dopo anni di restauro. L'opera, risalente al 1700, è stata restaurata grazie a un progetto finanziato dall'Assessorato al lavoro con le risorse del Fondo sociale europeo. La settimana della cultura palermitana procede con altri appuntamenti, tra cui la presentazione dei risultati di un progetto di formazione professionale al Museo archeologico regionale Salinas. Inoltre, sarà possibile visitare gratuitamente l'ostensorio in oro appartenuto ai padri Filippini all'Olivel di Palermo, esposto al Palazzo Abatellis, fino al 20 luglio.
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