Si terrà a Roma un meeting operativo, presumibilmente entro il mese, tra le forze di polizia dei Paesi più interessati al contrasto del traffico delle opere d'arte irachene, trafugate nel museo di Baghdad e altrove nei saccheggi di tre settimane fa. È una delle decisioni scaturite dal vertice intemazionale organizzato a Lione dall'Interpol per la tutela del patrimonio culturale dell'Iraq. Al summit, che si è svolto lunedì e martedì, hanno partecipato rappresentanti e osservatori di otto organizzazioni (tra cui Unesco, Icom, Organizzazione mondiale delle dogane, Europol), oltre ad investigatori ed esperti provenienti da 18 Paesi: Australia, Arabia saudita, Germania, Belgio, Canada, Danimarca, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Spagna, Francia Italia, Israele, Giordania, Paesi Bassi, Inghilterra, Svizzera, Siria e Stati Uniti, questi ultimi presenti con una numerosa delegazione e funzionali dell'Fbi. Durante la sessione di ieri del vertice - alla quale è intervenuto anche il ministro della giustizia Usa, John Ashcroft - il segretario generale dell'Interpol, Ronald Noble, ha citato l'Italia come uno dei sei paesi più attivi nella cooperazione internazionale fra le polizie nella lotta al traffico di opere d'arte. Noble ha quindi chiesto all'Interpol italiana, rappresentata da Rodolfo Ronconi, di assumere un ruolo leader in questa specifica emergenza e di organizzare a Roma, appunto, un meeting operativo dove verranno condivise le informazioni sensibili in possesso delle diverse forze di polizia allo scopo di contrastare il traffico dei beni trafugati in Iraq. A Lione sono presenti anche carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale, anche loro coinvolti nelle indagini sul patrimonio archeologico iracheno scomparso. L1 Interpol Italia ha già arricchito la banca dati mondiale delle opere d'arte scomparse con le 750 schede informative sulle altrettante opere archeologiche irachene trafugate dai musei.