COMUNE Il Consiglio all'unanimità versa 5 mln di euro alla Fondazione. Emiliano: «La ricostruzione chiede tempo, oltre il termine del 2007» Ricostruzione del teatro Petruzzelli, il consiglio comunale approva il versamento di 5 milioni di euro in favore della fondazione lirico sinfonica. Un ulteriore passo verso la risoluzione della vicenda anche se bisognerà fare i conti con tempo e denaro. Il sindaco Michele Emiliano infatti è stato chiaro: è impossibile terminare la ricostruzione entro il termine fissato di fine 2007 così come non sono sufficienti i soldi finora stanziati (16 milioni di fonte ministeriale, 4.3 mln dai fondi del Lotto e oltre 15 mln degli enti locali), «come ha riconosciuto il ministero». Problemi e limitazioni che hanno indotto il sindaco a fare specifiche richieste all'aula consiliare nella sua interezza. Lo stesso ministero «ha già dato la disponibilità (potrebbe annunciarlo nei prossimi giorni) ad integrare le somme mancanti - dice Emiliano - , comprese quelle degli enti locali. Qualora ciò avvenisse, potrei chiedere al consiglio comunale di effettuare ugualmente il versamento, perché il teatro Petruzzelli è di Bari, è di tutta la città». E sul completamento dei lavori. «Dobbiamo fare ogni sforzo - afferma - per terminare il teatro entro la fine della consigliatura». Il consiglio comunale all'unanimità ha così approvato la delibera di versamento, dopo aver ascoltato l'esaustiva relazione del primo cittadino, che ripercorrendo le ultime tappe della vicenda, ha illustrato punti di svolta e di criticità del «dramma in tre atti della fondazione Petruzzelli». «Il primo atto importante - ha sostenuto - è stata la nomina di Vaccari quale nuovo sovrintendente: si è trattato di una svolta strategica perché nella fase precedente i nuovi consiglieri si erano adeguati alla precedente gestione che assomigliava più a come si gestisce un assessorato». Ed ha aggiunto: «Con questa delibera potremo investire sulla fondazione non come organismo intermediante, ma come azienda di produzione artistica. Sarà quindi necessario acquisire fondi privati, ma sono conscio che ciò si potrà fare solo a teatro ricostruito, perché è difficile trovarli prima se non attraverso fenomeni di mecenatismo». Quindi ha svelato «il pastrocchio delle due fondazioni, risolto solo grazie al protocollo d'intesa firmato col ministro Buttiglione». «Quando siamo arrivati - racconta - abbiamo trovato la fondazione Petruzzelli fuori dall'attività di ricostruzione: c'era l'appalto, ma fondazione e ricostruzione non erano connesse. Tra le altre anomalie mancava poi un piano industriale. In realtà le fondazioni erano due. Ed una era sorta prima di quella attuale, attraverso un atto notarile, come fosse una società. Una fondazione fantasma, alla quale il ministero dei Beni culturali non ha mai voluto parlare, ma destinataria dei fondi. Un nonsense giuridico perché le fondazioni lirico sinfoniche nascono per legge». «Il consiglio comunale - aggiunge - aveva deliberato il versamento a quella fondazione, ma per fortuna ciò non è mai avvenuto. Per questo adesso dobbiamo cambiare. L'altro problema è che non c'è nessun atto che colleghi la Sovrintendenza agli enti locali». Ecco quindi la chiave di volta della vicenda: l'accordo col ministro Buttiglione, «che ci consente di versare i soldi alla stazione appaltante, peraltro individuandola». «Adesso quindi la Sovrintendenza - aggiunge il sindaco - d'intesa col presidente della fondazione promuove la ricostruzione anche attraverso la rimodulazione della stessa. Lo ripeto è stato posto fine ad un assurdo giuridico ed amministrativo». urbanisticaIl consiglio ha approvato anche la delibera sul piano particolareggiato e piano di lottizzazione della società Marbella che prevede la costruzione di 150mila metri cubi. Nei pressi dell'arena della Vittoria sorgeranno 180 alloggi residenziali ed altrettanti locali per uffici. Approvato anche un ordine del giorno presentato dal centrosinistra, in cui si chiede alla ripartizione di valutare la possibilità di spostare alcuni edifici previsti nella lottizzazione a una distanza non inferiore a 25 metri da via Caracciolo, destinata a diventare parte della futura strada camionale.