Prima ne hanno verificato l'esistenza in vita", poi li hanno contati uno ad uno, classificandoli, schedandoli, decifrandoli: sono 2366 monumenti, di cui 250 di interesse archeologico. Forse il più grande tesoro del mondo. Ma fino a ieri non esisteva un vero, autentico, repertorio «forse per sciatteria o solo perché non ci si metteva d'accordo sulla definizione giuridica dì monumento», confessa uno degli esperti impegnato nel censimento. Una volta completato sarà possibile avviare un programma di manutenzione per i "gioielli" a rischio. Gli ambientalisti ne hanno elencati una cinquantina, corrosi dall'inquinamento, dall'uso, dal traffico. Ma forse sono molti di più. Finora mancava un registro ufficiale, un bana1issimo elenco timbrato. Poi, 3 mesi fa, sotto la spinta del ministero, gli esperti dell'Istituto centrale del Restauro e quelli dell'Istituto del Catalogo si sono messi intorno ad un tavolo per confrontare numeri e dati. «Era uno dei pallini del ministro Urbani - dicono ai Beni Culturali far lavorare insieme i due istituti non è mai stato facile. Ora il lavoro è cominciato, procede bene e tra qualche mese avremo finalmente il quadro completo».
La capitale? Ha 2366 tesori da difendere
Prima ne hanno verificato l'esistenza in vita", poi li hanno contati uno ad uno, classificandoli, schedandoli, decifrandoli: sono 2366 monumenti, di cui 250 di interesse archeologico. Forse il più grande tesoro del mondo. Ma fino a ieri non esisteva un vero, autentico, repertorio forse per sciatteria o solo perché non ci si metteva d'accordo sulla definizione giuridica dì monumento, confessa uno degli esperti impegnato nel censimento. Una volta completato sarà possibile avviare un programma di manutenzione per i "gioielli" a rischio. Gli ambientalisti ne hanno elencati una cinquantina, corrosi dall'inquinamento, dall'uso, dal traffico. Ma forse sono molti di più. Finora mancava un registro ufficiale, un bana1issimo elenco timbrato. Poi, 3 mesi fa, sotto la spinta del ministero, gli esperti dell'Istituto centrale del Restauro e quelli dell'Istituto del Catalogo si sono messi intorno ad un tavolo per confrontare numeri e dati. Era uno dei pallini del ministro Urbani - dicono ai Beni Culturali far lavorare insieme i due istituti non è mai stato facile. Ora il lavoro è cominciato, procede bene e tra qualche mese avremo finalmente il quadro completo.
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