Nonostante in Italia manchino i fondi per il nostro patrimonio artistico, la Farnesina promette aiuti per riparare i luoghi di culto danneggiati in Iraq e Nigeria. Il ministro degli Esteri incontra gli ambasciatori arabi e poi fa pace con la Lega per il caso Calderoli Nuovo invito di Ciampi al dialogo: sì al rispetto reciproco ROMA Mentre Silvio Berlusconi firma il manifesto per l'Occidente voluto da Marcello Pera, il ministro degli Esteri Gianfranco Fini, per non sapere bene da che parte buttarsi nell'incendio di mezzo mondo islamico, indossa i buoni vecchi panni dei democristiani d'antan e decide di dare il classico colpo al cerchio e uno alla botta. La Farnesina, infatti, ha reso noto due parallele iniziative, per la ricostruzione, della Cupola d'oro della Moschea di Al Askaryia a-Samarra (in Iraq), distrutta in un attentato sunnita, e delle varie chiese devastate in Nigeria dalla furia degli estremisti islamici. Un impegno bipartisan, quindi (anche se a far danni sono sempre i seguaci, in una forma o nell'altra, di Maometto), che va applaudito a prescindere, essendo dovere della civiltà difendere qualsiasi opera d'arte dalla barbarie. (A proposito, sarebbe stato bello che la Farnesina, e l'Occidente in generale, si fossero attivati anche per i Buddha di pietra fatti saltare in aria dai Talebani). Tuttavia, visto che le risorse, per definizione, sono limitate, si impone una domanda. Con tutto il patrimonio artistico custodito, male, nel Belpaese (circa il 40 per cento del totale mondiale), con, giusto per fare un esempio tra mille, tutti gli scavi abbandonati a Pompei, con tutte le missioni archeologiche che aspettano finanziamenti, è proprio necessario andare a spendere soldi in quel di Samarra? Non sarebbe meglio lasciare l'incombenza ai ricchi sciiti iraniani o a qualche sceicco che non sa come usare i suoi petro-dollari? No, evidentemente bisogna dare un segnale forte. E anche il buonsenso ceda alla ragion di Stato, nella speranza che i fanatici, commossi dal nostro buon cuore, ci lascino stare... E mentre Fini ha imboccato la strada della diplomazia, il presidente del Senato, Marcello Pera, ha presentato un appello - anticipato ieri da "Libero" - per il riaffermarsi dell'identità dell'Occidente e delle radici giudaico-cristiane dell'Europa. Documento che in serata è stato firmato dallo stesso Berlusconi, e che ha riscosso i consensi di molti esponenti del mondo culturale e politico italiano, i quali, sottoscrivendolo, si sono impegnati «a rispettarlo e a portarlo come un distintivo, soprattutto coloro che si candideranno e che ricopriranno un ruolo politico», ha sottolineato Pera. Molti, oltre al premier, i firmatari tra le fila della Casa delle Libertà. Per An, il ministro per le Politiche agricole Gianni Alemanno, il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, il senatore Franco Servello, il deputato Maurizio Gasparri. Per Forza Italia hanno firmato il senatore Renato Schifani, il ministro dell'Istruzione, Letizia Moratti, il governatore della Regione. Roberto Formigoni, il coordinatore Sandro Bondi e i parlamentari Isabella Bertolini, Laura Bianchini e Ferdinando Adornato. Tra le firme dell'Udc spiccano quelle dei ministri dei Beni culturali, Rocco Buttiglione e per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, oltre che del capogruppo alla Camera, Luca Vòlontè e del senatore Francesco D'Onofrio. Nel centrodestra, intanto, è pace fatta tra il vicepremier Gianfranco Fini e la Lega. Messe da parte le polemiche sulla maglietta di Calderoli, il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, è tornato ad attaccare il fondamentalismo islamico, «una minaccia per la nostra civiltà simile al nazismo». E mentre il Capo dello Stato, Cario Azeglio Ciampi, ha ribadito che «deve esserci rispetto e dialogo tra i popoli», il vicepremier Fini ha incontrato gli ambasciatori di Oman, Giordania, Marocco e il capo missione della Lega Araba, El-Hassan Shabbo, per ribadire l'impegno; italiano al dialogo. In quest'ottica, il Consiglio dei ministri ha messo a punto delle misure per risolvere la questione dei crediti della Libia.
Fini fa beneficenza: vi ricostruiamo la moschea
Il ministro degli Esteri Gianfranco Fini ha annunciato che la Farnesina promette aiuti per riparare i luoghi di culto danneggiati in Iraq e Nigeria. Fini ha incontrato gli ambasciatori arabi e ha fatto pace con la Lega per il caso Calderoli. Il presidente del Senato Marcello Pera ha presentato un manifesto per l'Occidente che ha riscosso i consensi di molti esponenti del mondo culturale e politico italiano. Il manifesto ha sottolineato l'importanza di rispettare le radici giudaico-cristiane dell'Europa. Il ministro della Giustizia Roberto Castelli ha attaccato il fondamentalismo islamico, una minaccia per la nostra civiltà simile al nazismo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo