Ecco l'ordinanza del tribunale amministrativo che da disco verde ai lavori della strada tra via Einaudi e Tangenziale Il Tar "censura" la Soprintendenza Così si presentava ieri la bretella alla Veggloletta, II sottofondo è pronto per l'asfaltatura Una strada "a raso" non può alterare la prospettiva di villa Serena e poi non è chiaro perché la Soprintendenza voglia imporre al Comune misure gravose, non semplici mitigazioni ambientali, misure per di più retroattive, quando i lavori della bretella sono ormai avanzati. Ecco il succo dell'ordinanza del Tar di Parma che ribadisce il "via libera" al cantiere di villa Serena (si pensa di concludere i lavori, compresi i raccordi, entro marzo). È l'ultimo colpo messo a segno da Palazzo Mercanti, ma il braccio di ferro legale avrà un altro passaggio il 7 marzo, con il ricorso dello Stato contro il Comune davanti al Consiglio di Stato. E c'è un inghippo che puntualmente nuoce alla Soprintendenza - davanti ai giudici - nella sua battaglia per villa Serena. Ed è il fatto che fino al 20 aprile 2005, quando ancora è soprintendente Sabina Ferrari, il progetto della bretella non incontra ostacoli e riceve anzi tutte le approvazioni di legge dalle Belle Arti. Poi a giugno subentra Luciano Serchia e soprattutto a luglio si catapulta nella faccenda Vittorio Sgarbi con l'urto di un ciclone mediatico, urlando allo sfregio ambientale. E proprio Sgarbi, che preme a destra e a manca, ottiene quel cambio di rotta che si traduce in una serie di ostacoli al progetto comunale (il 29 luglio Serchia pone un primo vincolo, il 29 novembre preannuncia il vincolo indiretto). Una contraddizione, questa svolta, che il Tar coglie già a settembre, con la sua prima ordinanza a favore del Comune e che torna tra le righe anche oggi. Con ordine. Il tribunale definisce il vincolo indiretto avviato da Serchia a fine novembre «suscettibile di censure» per quanto riguarda le prescrizioni date al Comune perché allontani e restringa la famosa bretella tra via Einaudi e la tangenziale sud, prescrizioni che secondi i giudici impedirebbero la prosecuzione dei lavori e sono tali da prospettare («in termini imprecisi» si puntualizza tra l'altro) una variazione del tracciato della strada di raccordo e un restringimento della carreggiata. «Tali misure - obietta il Tar - esorbitano da semplici opere di mitigazione ambientale (quali erano state richieste dai comitati di settore nazionale e regionale, ndr), sembrano sproporzionate rispetto a una semplice strada che corre a raso sul piano di campagna, non potendo quindi di per sé alterare in modo sensibile la prospetiva della villa tutelata». E poi per i giudici non è stato «sufficientemente chiarito, anche in relazione all'attuale stato dei lavori, quasi completati, come si possano imporre, fra l'altro retroattivamente, gravose misure, e non soltanto opere di mitigazione ambientale». E a questo punto, anche Elena Vezzulli, responsabile dell'Avvocatura del Comune, accetta di rilasciare un proprio commento: «Sono soddisfatta perché il Tar di Parma accoglie integralmente le nostre ragioni e la piena legittimità della nostra posizione, rilevando invece la contraddittorietà della Soprintendenza che a gennaio accoglie il progetto e poi a luglio muta idea, nel frattempo, a maggio, avevamo già effettuato gli espropri e fatto la gara d'appalto dei lavori». Si dice, per contro, «sconcertata dalla vicenda mediatica di questi mesi e perplessa per le dichiarazioni della controparte, spesso lontane dalla verità degli atti processuali». In quanto all'esposto-denuncia di Serchia in procura del dicembre scorso (vedi a lato), che punta l'indice sui lavori svolti a dicembre e gennaio quando la procedura di vincolo indiretto avrebbe dovuto, a suo parere, fermarli, l'avvocato del Comune replica così: «Non è vero quanto sostiene la controparte, già l'ordinanza del 20 settembre del Tar di Parma ha sospeso gli effetti del vincolo del Soprintendente emesso il 29 luglio 2005 non solo perché quel provvedimento arrecava un danno grave e irreparabile ai lavori - legge dal testo stesso dell'ordinanza - già intrapresi dal Comune per l'importante opera di viabilità, ma anche per consentire la prosecuzione dei lavori stessi, nonostante la pendenza del procedimento di vincolo». patrizia.soffientiniliberta.it