Abbiamo il 5 per cento del mercato mondiale e si può migliorare. Cominciando dal coordinamento fra regioni. I giovani italiani scelgono sempre più l'Italia come meta delle loro vacanze, il Sud si prende una rivincita e riguadagna fascino per i turisti, stranieri Nonostante la crisi, sono in ripresa le località che offrono cure termali e gli hotel di lusso. La ventiseiesima edizione della Borsa intemazionale del turismo a Milano ha chiuso lanciando segnali positivi per un mercato che il suo anno nero l'ha già conosciuto nel 2005, strozzato da tsunami, uragani e prezzi alti. In Italia il turismo è un settore con 2 milioni di occupati, che contribuisce all'economia nazionale per il 12 per cento del pil, il 20 se si include l'indotto, piazzandosi così fra le principali voci attive della bilancia commerciale. Le cifre le ha fomite il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola. Tutto bene allora? Non proprio. Intanto perché il quinto posto per afflussi turistici intemazionali e il 5 per cento di quota nel mercato mondiale sono risultati al di sotto delle possibilità di un paese come l'Italia, che ospita oltre 40 degli 800 siti dichiarati dall'Unesco patrimonio dell'umanità. L'industria turistica italiana è in crescita, ma con cifre basse, più 1 per cento nello scorso anno, rispetto a un mercato mondiale in espansione. PREVISIONI IN RIALZO Il ministro dette Attività produttive, Claudio Scajola. «I punti deboli dell'offerta italiana sono noti» ha sottolineato Scajola alla Bit. «Primo fra tutti il livello dei prezzi dei servizi turistici, più alto dei maggiori concorrenti europei, Spagna e Francia». Sono comunque in rialzo le previsioni per il 2006, come indica una ricerca dell'Unioncamere. Secondo il 72 per cento degli operatori il maggior flusso verrà dagli Usa. Seguono paesi scandinavi, Belgio e Paesi Bassi, Hanno già programmato una vacanza in Italia 8,2 milioni di tedeschi (11,7 per cento della popolazione). Per il 18,7 per cento di loro vince l'appeal di città d'arte, Sud e Isole. Si può fare di più. A partire da un maggior coordinamento fra Stato, regioni, categorie di settore ed enti locali. «È stato istituito il Comitato nazionale per il turismo, una sorta di cabina di regia, cui parteciperà tutto il settore» ricorda Piergiorgio Togni, direttore generale della direzione turismo al ministero delle Attività produttive. L'Enit (Ente nazionale italiano per il turismo) è stato snellito diventando Agenzia nazionale del turismo. A essa verrà affiancato un Osservatorio nazionale che sarà voce ufficiale sui dati statistici del settore e sulle previsioni del mercato. A breve, grazie a un finaziamento straordinario di 20 milioni di euro, partirà anche una campagna promozionale sull'Italia. E sta per essere lanciato Italia.it, primo portale del turismo italiano. Intervista a Giovanna Melandri, New deal dell'arte. In un libro le idee di Giovanna Melandri L'Italia è un marchio che tira per bellezza e città d'arte. Lo dicono le ricerche e lo rilancia Giovanna Melandri, ex ministro dei Beni culturali, nel suo recente libro Cultura paesaggio turismo. Politiche per un new deal della bellezza italiana (edizioni Gremese). E a Panorama aggiunge: «La domanda c'è, il patrimonio anche. Dobbiamo solo deciderci a far diventare le politiche culturali il detonatore di un nuovo sviluppo». Soluzioni? Si deve investire, non tagliare fondi com'è avvenuto. La cultura è un patrimonio da valorizzare, non uno spreco da eliminare come le auto blu. Cos'è il New deal della bellezza»? Un grande progetto, cui affiancare pubblico e privato, per rendere il turismo una carta vincente e unica, che nessuna Cina o India potrà sottrarre. Esempi concreti? Manca una politica nazionale per il turismo. È impensabile che nel Paese di Giuseppe Verdi non ci sia un cartellone degli eventi musicali e dei grandi festival. L'Italia non è solo Venezia, Rrenze, Roma e Pompei.