L'archeologo padre Piccirillo: «Troppe consulenze inutili, i fondi servono per la tutela dei beni» Modica. Lo spreco del denaro, pubblico o privato che sia, lo fa inorridire. Non solo perché è un francescano e, dunque, votato alla povertà, ma perché pensa a quanto di buono si potrebbe fare con quei soldi spesi inutilmente, per la crescita umana e civile di tanti giovani che vivono nell'area del Medio Oriente, compresa fra la Palestina, Israele, Siria e Giordania. Padre Michele Piccirillo, che ha partecipato alla Conferenza internazionale di Modica, non è un sacerdote qualunque, ma uno dei massimi archeologi italiani che ha portato alla luce sul Monte Nebo, a Jerico ed in tante altre località, mosaici di grande importanza artistica e culturale. Siti che per essere messi al riparo dai degrado provocato dagli uomini e dalla natura, necessitano di notevoli finanziamenti. Ma da queste parti ne arrivano pochini. Per sopperire alla carenza degli aiuti internazionale, destina ai suoi scavi i proventi dei libri che scrive. L'ultimo è dedicato all'Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro. Padre Piccirillo, lei non ha mai nascosto le sue polemiche nei confronti di quegli organismi internazionali che utilizzerebbero i finanziamenti per mantenere strutture burocratiche piuttosto che per la salvaguardia dei siti archeologia da lei riportati alla luce. «In effetti, non condivido alcune scelte anche dell'Unesco di affidare a consulenti lavori che noi siamo in grado di fare molto bene, risparmiando soldi che possono essere impiegati nei restauri». Perché si è dimesso dal comitato scientifico dell'Etna? «Perché l'assegno di un milione e 500 mila dollari inviato dagli Usa, dopo la visita della signora Busti a Tei Aviv, per la salvaguardia delle rovine di Qasr Hisbam, l'Unesco, tramite i rappresentanti di Ramallah, è stato destinato in modo diverso senza avvertirmi, considerato che era mio il progetto consegnato alla moglie del presidente degli Usa». Parlare di cultura, scavi conservazione di mosaici in una zona così instabile dal punto di vista politico e militare, è difficile. «La pace si raggiunge garantendo un lavoro ai giovani. Se noi troviamo così tanti mosaici nelle chiese dell'VIII e IX secolo significa che c'era tolleranza nel mondo islamico».