L'intesa di Modica. I Paesi del bacino del Mediterraneo si sono impegnati a seguire modelli condivisi di restauro e gestione dei siti Le novità a Piazza Armerina. Il «tetto» sarà realizzato in rame e avrà una adeguata aerazione. Ma non sarà demolito il bar tanto odiato da Sgarbi Sarà demolita l'attuale struttura in vetro che negli anni ha causato notevoli danni ai mosaici Modica. Il Consiglio regionale dei lavori pubblici ha approvato, ieri, il progetto per la nuova copertura dei mosaici della Villa Romana di Piazza Armerina. Lo ha comunicato il direttore del Centro regionale del restauro, Guido Meli, durante i lavori conclusivi della Conferenza internazionale per la valorizzazione dei siti archeologici con mosaici, che si è svolto a Modica. Il progetto, che prevede un impegno economico di circa 18,5 milioni di euro, finanziato con fondi del Por 2000-2006, consentirà la realizzazione di una nuova copertura dei quasi 3.500 metri quadrati di mosaici della Villa Romana. Sarà eliminata l'attuale struttura in ferro e saranno realizzate delle capriate in legno. Il «tetto» non sarà più in vetro, ma sarà in rame e con un sistema di ventilazione che consentirà un'adeguata areazione e, quindi, l'abbattimento del tasso di umidità che negli anni ha provocato notevoli danni. La Villa del Casale di Piazza Armerina, torna dunque al centro dell'attenzione e si propone, così come lo è stato nel passato, punto di riferimento per gli studiosi e gli esperti di gestione di siti con mosaici, specialmente nel bacino del Mare Mediterraneo. Il progetto di restauro, infatti, prevede uno stage aperto pure alla formazione di restauratori stranieri. Una iniziativa apprezzata parecchio da padre Michele Piccirillo, francescano ed esperto archeologo che nel Medio Oriente ha portato alla luce parecchi mosaici. Alla Villa Romana di Piazza Armerina, inoltre, il Pir di Enna ha destinato 6,5 milioni di euro per la sistemazione dell'area esterna. Nonostante le dimostranze del commissario straordinario Vittorio Sgarbi, però, non è stata inserita tra le opere di recupero, la demolizione del Bar Imperial: un concentrato di cemento armato costruito dalla Regione negli Anni Settanta. Per Fortuna oggi c'è una nuova consapevolezza come dimostra la firma dell'intesa sottoscritta a Modica dal sindaco della città Piero Torchi, dal sottosegretario agli Esteri Giuseppe Drago e dalla rappresentante dell'Ufficio Unesco di Venezia, Marie Paule Roudil, che prevede l'impegno di tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo a seguire modelli condivisi di restauro e di gestione dei siti archeologici con mosaici. Quella che più pomposamente avrebbe dovuto chiamarsi «Carta di Modica», però, non è stata sottoscritta dai tecnici degli Stati presenti. Compito questo che spetta ai politici che non erano a Modica. Un "neo" per la diplomazia italiana. Peraltro, il rappresentante dell'Egitto ha lamentato che il documento finale non fosse stato tradotto in tempo e, comunque, quella dei mosaici è una realtà culturale di altissimo valore, come ha rilevato l'architetto Carla Maurano che ha illustrato i risultati di una ricerca finanziata con fondi di Agenda 2000-2006. «I mosaici - ha detto Carla Maurano - non ci raccontano soltanto un passato di pace e di dialogo fra i popoli del Mediterraneo, ma ci offrono anche la possibilità di dare un nuovo impulso all'economia, creando un circuito turistico nei Paesi del Mare tfestrum». A conclusione della Conferenza intefnaziòìtìfe di Modica, la dottoressa Enza Cilia Platamone, Soprintendente ai Beni culturali di Ragusa e direttore scientifico del progetto «Mosaici del Mediterraneo», ha consegnato ai Carabinieri del nucleo tutela beni culturali, la copia del un mosaico di Cozzo Cicirello di Acate, ritrovato nelle scorse settimane dai militari dell'Arma in Germania.