Dall'anfiteatro romano a Tuvixeddu ecco che cosa si può fare Il sovrintendente regionale preme per tutele più efficaci CAGLIARI. Il sovrintendente regionale Paolo Scarpellini, tornato ai beni monumentali dell'isola da due mesi, metterà in agenda un incontro fiume con i soprintendenti cagliaritani per compilare una sorta di mappa delle emergenze archeologiche e monumentali del capoluogo. Dove per emergenze non si intendono i manufatti che emergono dal suolo ma i punti critici della gestione della tutela di ciò che il passato ha tramandato. A Cagliari si tratta di mettere assieme una rosa di temi noti, dolenti e difficili da affrontare. Scarpellini spiega uno degli aspetti delicati del suo ruolo e del suo voler entrare nel merito delle scelte sulla tutela: arrivare quando le decisioni sono già state prese crea inevitabilmente problemi col rischio di togliere efficacia alla volontà di tutela. Ed ecco il punto: arrivare prima, dare forza ai compiti di conservazione e soprattutto di promozione culturale di un bene. Con questa angolazione verrà affrontata la questione dell'anfiteatro romano, il Comune ha espresso (e votato in consiglio comunale) la volontà di togliere le tribune di legno e allestire un altro teatro altrove: si stanno aspettando le autorizzazioni per Sant'Elia, nei parcheggi, ma essendo quella una zona candidata a subire vari cambiamenti, è possibile che si dirotti tribune e tubi a San Bartolomeo, in una zona militare sotto trattativa in un tavolo ComuneComando militare. «Non c'è dubbio che le strutture precarie debbano essere rimosse spiega Scarpellini, che è architetto ma deve essere strettamente connesso con questo un progetto per restaurare il monumento dopo i maltrattamenti subiti e per rendere poi questo accessibile ai visitatori. Nel pacchetto complessivo di un'operazione del genere il costo del restauro non sarebbe la parte principale, ma si tratta di un aspetto imprescindibile». Chi lo deve fare? «Il Comune è proprietario del bene commenta Scarpellini è auspicabile che valuti l'ipotesi di restaurare il monumento. Cercherò di ottenere questo risultato, ma credo sia intenzione dello stesso Comune affrontare così la questione». Un altro tema caldo è Tuvixeddu: «Nel rispetto dovuto a decisioni già prese dal Comune e dalle soprintendenze, data anche la grande sensibilità dell'opinione pubblica sul destino della necropoli, ho avuto occasione di esprimere una necessità: quella di attenuare l'impatto dell'intervento riducendo la consistenza di alcuni manufatti». Sulla strada: «Credo che andrebbe interrata tutta. In questo modo non interferirebbe con altri manufatti della città e con la zona archeologica perché verrebbe scavata al disotto, in terra vergine. Purtroppo, ripeto, l'imbarazzo di queste proposte nasce anche dal fatto che ci sono scelte già fatte». Sul parco di Villa Clara di proprietà della Asl 8 Scarpellini non si dilunga: «E' un'area da non rimpicciolire, con strade o con altre scelte». Di altri progetti in queste settimane di ripresa di contatto con la realtà locale ha soltanto sentito parlare. Come per esempio della decisione del Comune di varare la ristrutturazione dell'ospedale San Giovanni di Dio con la costruzione molto contestata di un parcheggio nel giardino dell'ospedale che emerge per alcuni metri dal suolo e che avrebbe una dimensione tale da renderlo incombente sull'Orto Botanico, giardino archeologico ricco di piante rare alcune centenarie. Ci sono poi i lavori condotti dalla soprintendenza ai beni monumentali su Porta Cristina: anche questi criticati per il brutale impatto sul camminamento più antico. Scarpellini non si pronuncia. Tutto sarà discusso presto con i soprintendenti.
Monumenti, mappa dei punti critici
Il sovrintendente regionale Paolo Scarpellini ha annunciato un incontro con i soprintendenti cagliaritani per compilare una mappa delle emergenze archeologiche e monumentali del capoluogo. Scarpellini vuole dare forza ai compiti di conservazione e promozione culturale dei beni, ma è consapevole che arrivare prima delle decisioni prese crea problemi. Ha espresso preoccupazioni per l'anfiteatro romano, dove il Comune vuole togliere le tribune di legno e allestire un altro teatro altrove. Scarpellini vuole restaurare il monumento e renderlo accessibile ai visitatori, ma il costo del restauro non è la parte principale dell'operazione.
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