Il sindaco chiede al ministro di rifinanziare i 4 milioni promessi per il restauro «Continueremo a dare contributi a Tivoli». Lo aveva ribadito il ministro Buttiglione ai giornalisti, a Villa Adriana, di fronte alla scala monumentale che il giorno prima, insieme ad una sfinge era affiorata durante gli scavi nell'area della «Palestra». E assicurazioni poi aveva dato sul ripristino, tra gli interventi, dei 240mila euro necessari a far funzionare il depuratore delle acque di Villa d'Este senza il quale sarebbe difficile mantenere aperte le fontane. Ma all'appello - da due settimane era il ritornello dell'Amministrazione tiburtina - mancano 4mila euro già stanziati per progetti di recupero e restauro». «Finanziamenti non venuti meno - aveva replicato lo stesso ministro - ma solo momentaneamente passati su altri interventi per non lasciare cifre importanti non utilizzate nell'immediato». Cifre comunque che sarebbero state reinserite nella futura programmazione, nel momento stesso della loro necessaria disponibilità per procedere con i lavori. Una risposta che il sindaco Vincenzi aveva accolto tirando un sospiro di sollievo. Ma che ci si trovasse di fronte a tutto un altro percorso il primo cittadino lo ha scoperto cercando di capire perché quei progetti figurassero tra quelli finanziati e non tra quelli presentati e quindi fossero progetti non spendibili. «Ci risulta, signor ministro - ha scritto allora ieri il primo cittadino a Buttiglione - che i progetti in questione ora sono stati presentati. Quindi nell'interesse della comunità che rappresento e fuori da ogni polemica, le chiedo cortesemente di poter sapere se è stato ripristinato il finanziamento di circa 4 milioni di euro per i restauri e, in caso di risposta negativa, se e quando il suo ministero intende provvedere a farlo». Un sollecito che, ricorda il Comune, Vincenzi aveva già fatto un mese fa chiedendo di intervenire per il ripristino prima di questi soldi e poi dei 240mila euro, destinati alla manutenzione e alla gestione del depuratore della Villa, che erano stati tagliati dalla programmazione ministeriale».