ROMA. In un panorama di generalizzati tagli alla cultura meno 30 quelli al ministero dei Beni culturali, meno 3,8 per le Regioni, meno 6,7 per gli enti locali sono soprattutto i Comuni a credere nelle potenzialità del settore. I municipi, infatti, in media investono in cultura il 3,5 dei loro bilanci, contro lo 0,31 dello Stato. Ci sono poi realtà come Roma, Milano, Torino, Firenze, Bologna e Genova dove l'impegno a favore della cultura è cresciuto, dal '98 al 2005, del 70 per cento. Investimenti che hanno una puntuale ricaduta sul territorio, incrementando il turismo, soprattutto d'arte, in un momento in cui l'economia delle vacanze ha segnato il passo, facendo retrocedere l'Italia al quinto posto nella classifica mondiale. Occorrono, dunque, «progetti chiari e capacità manageriali» per dare nuova linfa al settore e per rilanciare l'indotto. La prospettiva è stata delineata da Roberto Grossi, segretario generale di Federculture, nel presentare ieri il terzo rapporto annuale realizzato dalla Federazione e pubblicato dal Sole 24 Ore. Analisi condivisa dal sindaco di Roma, Walter Veltroni. Mentre Innocenzo Cipolletta, presidente del gruppo editoriale, ha sottolineato la necessità di investire in cultura «è quello il giusto mezzo per difendere la nostra identità» e ha lanciato l'idea di un'agenzia per certificare i servizi turistici. Esigenza avvertita anche dal presidente di Bnl, Luigi Abete. Cipolletta ha, inoltre, insistito sulla particolarità del turismo italiano, che è anche quello dei musei, che però devono apparire meno simili a depositi. Il violinista Uto Ughi ha, infine, puntato il dito contro i tagli alla musica nei programmi scolastici.
Cultura, boom di spesa delle metropoli (70)
Il settore della cultura in Italia ha subito tagli significativi, soprattutto a livello statale e regionale. Tuttavia, i Comuni hanno dimostrato di essere più investitori in cultura, con un impegno del 3,5% dei loro bilanci. Città come Roma, Milano, Torino, Firenze, Bologna e Genova hanno visto un aumento del 70% degli investimenti in cultura tra il 1998 e il 2005. Questi investimenti hanno avuto un impatto positivo sul turismo, soprattutto d'arte, e hanno contribuito a rilanciare l'indotto. La Federazione per la Cultura ha pubblicato un rapporto che analizza la situazione e sottolinea la necessità di progetti chiari e capacità manageriali per dare nuova linfa al settore.
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