Interventi programmati anche a Rende, poi toccherà ad altre decine di comuni COSENZA - Faranno da battistrada Altomonte e Rende, seguiranno interventi, per quanto riguarda il Cosentino, a Corigliano, a Zumpano, a San Marco Argentano, a Cerchiara, e altre decine di centri. L'obiettivo è quello di restaurare, per poterla meglio valorizzare, l'ingente mole di manufatti artistici custoditi in Calabria, ancorché ignorati dalla gran parte degli stessi residenti. L'idea è stata proposta dalla Soprintendenza al patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico della Calabria nell'ambito dei progetti Apq (accordo di programma-quadro) in via di definizione. Lo ha preannunciato il soprintendente Salvatore Abita ieri mattina, a Cosenza, cogliendo l'opportunità offertagli dalla restituzione al comune di Altomonte di un "pezzo" di particolare valore, la tavoletta "I santi Giovanni Battista e Maria Maddalena", di Bernardo Daddi, che da alcuni anni mancava all'appello nel Museo Civico del centro dell'Esaro. La tavoletta fa parte di un dittico le cui componenti erano separate ormai da una decina d'anni: ultimamente per il restauro che ha interessato quest'opera (l'ha eseguito il maestro Tonino Presta nel laboratorio diretto da Anna Rosa Filice), in precedenza per l'analogo lavoro compiuto sull'altra, che riproduce sant'Agostino e san Giacomo maggiore. La consegna è avvenuta ieri nel corso di un'apposita cerimonia a Palazzo Arnone, sede della Soprintendenza calabrese al patrimonio storico, artistico ed etnoantriopologico: ha ritirato il manufatto, restituito all'antico splendore, il sindaco Gianpietro Coppola. E l'occasione è stata ritenuta la più opportuna da Abita per annunciare che il suo ufficio punta a un recupero sistematico delle emergenze culturali diffuse su tutto il territorio regionale: una necessità condivisa dal direttore per i beni culturali in Calabria, Francesco Prosperetti, d'accordo con il quale è stato varato il progetto complessivo, spannato su più anni, anche e soprattutto per diluire nel tempo l'impegno finanziario che l'operazione complessiva comporta, nell'ambito del tavolo di concertazione Stato-Regioni. L'annuncio in concomitanza con la riconsegna della tavoletta del Daddi alla comunità di Altomonte è "giustificata" anche dal fatto che in questo centro è stato avviato di recente il recupero del prezioso coro ligneo della chiesa dell'ex convento di San Francesco di Paola, a valere sulla Finanziaria per il 2006. «Si tratta di un'altra operazione significativa, che non può restare isolata»: da qui il progetto che, partendo da Altomonte, passando per Rende e procedendo negli altri posti inseriti in un poderoso elenco e distribuiti su tutt'e cinque le province, mira a valorizzare tutti i giacimenti culturali presenti nei centri individuati che possono esercitare una particolare attrattiva. Nella redazione del programma d'interventi, un occhio particolare è stato riservato alle opere o alle strutture collegate alla figura di San Francesco di Paola: a parte l'importanza dei manufatti presi in considerazione - ha detto il critico d'arte Giorgio Leone - ha pesato, sul piano della priorità, l'imminenza delle celebrazioni per il 50 Centenario della morte del Taumaturgo. Restando in tema di priorità, un percorso privilegiato, a sé stante, sarà seguito in tutta la regione -ha affermato Abito - per salvare e tutelare i tanti, magnifici esempi di antica arte organaria presenti sul territorio. Piena condivisione degli obiettivi indicati dal soprintendente ha manifestato il sindaco di Altomonte, il quale ha espresso anche grande soddisfazione per la "ricongiunzione" dei due pezzi del dittico di Bernardo Daddi, tra le componenti più importanti di quell'insieme di opere d'arte che fanno del suo paese l'«isola del Trecento Toscano in Calabria».