Valori dei beni artistici in continua crescita Tra i collezionisti anche finanzieri e broker La veduta sui palazzi di Venezia di Giovanni Antonio Canal è obiettivamente un po' cara; 18 milioni di sterline in una recente battuta d'asta a Londra. Ma lungo le strade del mercato dell'arte sono aperte anche altre opzioni. Gli artisti contemporanei per esempio, che possono dare anche discrete soddisfazioni sul piano economico. Chi ha scommesso al momento giusto su Maurizio Cattelan, continua a incassare dividendi: una recente battuta da Phillips ha raggiunto 3 milioni di sterline. Nel corso dell'ultimo anno le quotazioni sono addirittura triplicate. Il mercato dell'arte è in forte crescita, ma soprattutto sta cambiando. Accanto ai collezionisti di sempre si è infatti affacciato un nuovo pubblico: sono broker e finanzieri che provano a spostare il proprio campo d'azione. Ma a questi si aggiungono anche calciatori, ricchi arabi e ricchissimi russi in cerca di legittimazione sociale (e culturale). Tradizionalmente sono quattro i comparti di riferimento: grandi maestri del passato, Ottocento, moderni e contemporanei. «Ognuno ha le sue regole, i suoi piccoli segreti», spiega Daniele Liberanome, direttore di Gabrius la società di servizi che opera nel settore e gestisce una banca dati a cui accedono oltre 14mila operatori e collezionisti italiani e stranieri. Contiene le immagini e i prezzi riportati alle battute d'asta internazionali dalle opere degli artisti più conosciuti di ogni epoca. Sono oltre 650mila le opere classificate secondo una griglia dettagliata che consente di esaminare l'andamento delle valutazioni nel tempo e anche di segmentare per stili e periodi le quotazioni di un singolo autore. Quali sono linee le indicazioni che emergono? Registra una buona tenuta il mercato dell'antico, anche se è bene mantenere prudenza con i soggetti sacri: l'orientamento è nettamente a favore di paesaggi e temi profani. Non brilla invece l'Ottocento, né fanno eccezione i grandissimi dell'impressionismo che, pur restando su quotazioni a prima vista inarrivabili, restano al di sotto dei massimi storici di 15-20 anni fa. Si possono esplorare altri filoni su cui sta lavorando la critica, ma in quest'ottica conviene decisamente spostarsi sul Novecento dove i cantieri aperti e le riscoperte sono molto più numerose. In sei anni le quotazioni di Lucio Fontana sono triplicate e quelle delle opere migliori di Rothko viaggiano ormai al di sopra dei 10 milioni di dollari. Le valutazioni possono variare a seconda degli umori del momento, ma si tratta comunque di autori ormai noti e «musealizzati» che difficilmente potranno crollare a zero. Diverso lo scenario per i contemporanei che registrano exploit in termini di prezzi talora sorprendenti, ma possono anche invertire altrettanto rapidamente la tendenza. In questo caso non basta individuare l'artista, ma occorre informarsi su quali sono le gallerie, i compratori e i musei che stanno tirando la cordata. Nessuna meraviglia che volino alto artisti come Damien Hirst e Ron Mueck: sono sospinti dai favori di Charles Saatchi, grande collezionista e mago della pubblicità. Più imprevedibili altri episodi: Murakami Takashi, un giovane autore giapponese che quotava cinque anni fa attorno ai 10mila euro, dopo aver disegnato un set di borse di Vuitton è arrivato a sfiorare i 500mila. Ora però è in calo. E c'è sempre il rischio che tra dieci anni tutti se lo siano dimenticato.