Il trend positivo della Capitale non abbraccia il resto della regione: in calo Ostia Antica e Villa Adriana Cresce l'arte a Roma, più che nel resto della Regione. E, soprattutto, più per i monumenti che ospitano mostre ed esposizioni. E' quanto emerge dall'analisi dei dati elaborati dal Sistan (Ufficio di statistica) del Ministero per i Beni e le Attività culturali sui visitatori dei siti e musei statali. Nella speciale classifica, il Colosseo con il circuito Palatino si conferma campione d'incassi, al vertice della top ten sia nazionale che, ovviamente, di quella regionale. A Roma è il sito maggiormente affollato ma non quello che incrementa percentualmente di più rispetto all'anno passato. Vanno meglio il gruppo dei palazzi del circuito del Museo nazionale Romano e Castel Sant'Angelo. Il resto dei monumenti statali perde quota. E cedono turisti anche Ostia Antica e Villa Adriana dì Tivoli. Considerando il dato che i Musei Capitolini hanno incrementato di oltre il 10 per cento (da 430.435 del 2004 ai 477.790 dell'anno scorso) e altrettanto hanno fatto quelli Vaticani, emerge che qualcosa non va bene nel sistema museale statale. «E' indubbio - concorda il sindaco, Walter Veltroni - la gestione di quelle strutture appare più spenta, priva di passione e fantasia». «Al Campidoglio insiste l'assessore al Turismo e vice-sindaco. Maria Pia Garavaglia abbiamo ben chiaro il concetto che è sulla cultura che ruota il turismo che è un'attività economica importante. Per questo investiamo in esposizioni, mostre, clementi di valorizzazione museale. C'è chi pensa che basta che Roma esista per attirare visitatori: non è più così, c'è grande concorrenza a livello internazionale». «Stiamo raccogliendo i frutti di un lavoro partito da lontano, attraverso il riammodernamento e non solo il restauro dei musei commenta l'assessore alla Cultura, Gianni Borgna Forse quelle strutture che sono in ritardo hanno bisogno di adattarsi ai tempi e proporre novità». I dati del Ministero dei Beni e le Attività culturali indicano anche un'altra realtà: il turismo culturale è ancora fortemente romanocentrico. In presenza di molti siti della provincia e del resto della regione che perdono numeri o restano stazionali, i visitatori di tutto il Lazio crescono di appena 114 mila unità. «Stiamo facendo il possibile per sviluppare le potenzialità enormi del distretto culturale commenta Vincenzo Vita, assessore provinciale alla Cultura L'apertura di Villa Gregoriana a Tivoli, l'impegno per un polo museale a Cerveteri sull'Etruria meridionale, il coordinamento con i musei comunali dei Colli Prenestini sono iniziative che vanno nella direzione di mettere in sinergia i punti di eccellenza. Effettivamente, mentre in provincia riscontriamo punti di evoluzione notevole nelle frequenze di teatri, cinema e mostre, il tallone d'achille restano le scarse presenze nei siti monumentali».