Un convegno nazionale dedicato ai temi dell'archeologia industriale. E'quanto l'amministrazione della Provincia di Roma ha deciso di promuovere con l'incontro "Archeologia industriale. La conservazione della memoria. Esperienze e territori a confronto". Il convegno, che si svolgerà presso la ex sala stampa del Giubileo nelle 2 giornate di domani e dopodomani, dalle 9.30 alle 18.30, e a cui parteciperanno numerose personalità, tra cui i presidenti di Provincia e Regione, Silvano Moffa e Francesco Storace, il ministro per i Beni e le attività culturali, Giuliano Urbani e l'assessore alla Cultura provinciale, Paola Guerci, è stato presentato ieri nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Valentini a cui sono intervenuti il presidente Moffa, Carlo Travaglini, Alberto Racheli, Maria Grazia Bonaventura e Franca Fedeli Bernardini. "Il convegno ha dichiarato Moffa costituisce un primo momento di confronto in relazione alle esperienze più significative realizzate e agli strumenti metodologici adotta ti perché l'archeologia industriale coinvolge saperi diversi e diverse professionalità che debbono dialogare se vogliono ottenere risultati rilevanti. Ciò consente di cominciare a individuare un piccolo modello sul quale introdurre un progetto di riqualificazione e catalogaziene del bene, un elemento dinamico su cui inserire un progetto di sviluppo in questo settore". Un percorso che, puntando all'individuazione di siti archeologici meno conosciuti e senza perdere di vista la complessità delle preesistenze, sia fondato sulla necessità di cominciare a studiare una soluzione europea in vista del progetto Arco Latino, ovvero l'attuazione di politiche concrete di sviluppo e occupazione connesse alla salvaguardia e valorizzazione ambientale dei siti di archeologia industriale. Il convegno è articolato in varie se zioni di lavoro che vanno dalla cono scenza degli interventi e delle politi che adottate dagli enti preposti alla tu tela e salvaguardia delle evidenze, sino ai progetti e alle azioni di recupero e valorizzazione maggiormente significative realizzate in più tenitori da associa zioni ed enti di riferimento. Se Racheli ha ricordato che la valorizzazione parte dal censimento che l'ammistrazione provinciale ha avviato con l'università degli studi di Roma Tre, il problema rimane aperto al dibattito. Nel corso della conferenza stampa è stata anche presentata, sempre nell'ottica di recuperare il vastissimo patrimonio dismesso, la mostra "Tratti e riTratti di un manicomio", che sarà visibile presso l'ex ospedale di Santa Maria della Pietà, dal 19 maggio al 9 giugno. L'interessante rassegna raccoglie una selezione del ricchissimo materiale disegni, preziose fotografie e volumi, progetti inediti della costru-zione del manicomio provinciale,opere di carattere medico tratte dalla biblioteca provinciale, dalla biblioteca Piana donata da Pio IX e dalla biblioteca dei malati "Pietro Colonna" proveniente dall'archivio di Stato, dalla biblioteca Cencelli e dall'archivio storico dell'ex "Ospedale dei Pazzerelli" di Roma e dall'ex ospedale psichiatrico, costruito dalla provincia di Roma a partire dal 1909. "La mostra chiude una fase di valorizzazione del patrimonio provinciale -ha spiegatoFranca FedeliBernardini -già iniziata con la pubblicazione dei tre volumi sull'ospedale, dagli esordi nel 1548 alla dismissione con l'applicazione della legge Basaglia". Mediante l'ar-chivio di Santa Maria della Pietà,insomma, è stato possibile ricostruire la storia della costruzione e le storie di vita dei malati che restituiscono la vita del manicomio nella sua complessità scientifica, amministrativa e quotidiana.