Chiese incustodite e raid di teppisti. Appello dei residenti: basta degrado. Padre Ciro: «Questa parte del centro storico vive ormai da anni un totale abbandono» II SACRATO della chiesa di Santa Maria Donnaregina è diventato un campo di calcio. Poco più avanti aiuole ben curate, presidio fisso delle forze dell'ordine e il palazzo dove ha sede la Curia. «La cancellata di questa chiesa - racconta Luciano nella sua bottega affacciata sul campetto - risale al Seicento come tutto il complesso. È un tesoro, eppure nessuno ha impedito che su questo monumento fosse pittata una porta di calcio». Di fronte, un gruppo di ragazzi scaglia pallonate a tutta forza, incuranti di chi passa. «Un muro dello scalone della chiesa sta sprofondando - prosegue Luciano - a causa delle infiltrazioni e delle fogne intasate. A maggio ci fu un primo intervento, poi non è cambiato niente, tranne il fatto che il negozio che stava lì ha dovuto traslocare per motivi di sicurezza». La chiesa in questione, chiusa da parecchi anni, doveva ospitare già da mesi il museo della Diocesi. Il muro che sprofonda è ancora lì, in rovina, sostenuto da mattoni posti come base di sostegno. «Abbiamo perso una scommessa - confessa Carmela, nel negozio accanto - Avevamo puntato sull'imminente apertura della chiesa, visto che ci hanno fatto già quattro inaugurazioni, l'ultima con Pisanu. Ma è ancora chiusa, ora ci tocca pagare una cena. Questi sono dettagli; qui di sera fa paura, nei vicoli che portano fino a via Foria le rapine non si contano». Polizia e carabinieri sono lì a due passi. «È come se non ci fossero: loro presidiano solo la Curia». Il sagrato, con cerchio a metà campo e area di rigore, è chiuso da paletti e catene; tutt'intorno un groviglio di auto incastrate come un puzzle. «Io non riesco a camminare in mezzo a tutte queste macchine. Per fare pochi metri e raggiungere l'Istituto Calasanzio, qua di fronte, devo scavalcare le catene con mia figlia in braccio, rischiando di cadere o diventare bersaglio di una pallonata. E chi ha un passeggino come fa?», sbotta Chiara Cestaro. Nel tentativo di recuperare spazi e persone la parrocchia dei Santi Apostoli fa quello che può. «Questo tratto dei decumani vive un abbandono totale - commenta padre Ciro Riccardi - Mancano gli spazi e i ragazzini sono costretti a giocare sui sagrati delle chiese. La soluzione non è cacciarli via ma offrire loro una vera alternativa». Le alternative sono poche, gli spazi ancora meno. Quelli che ci sono minacciano di sprofondare, come testimonia la chiesa di Donnaregina. Allora che fare? «Napoli è una città di cartone, il centro storico ne è l'emblema. Il suo recupero passa innanzitutto nella ristrutturazione dei sottoservizi e delle fogne», spiega il consigliere regionale Giuseppe Ossorio, firmatario di una legge per il recupero del centro storico. Massima attenzione sulla missione recupero (impossibile?) del centro storico anche da parte del presidente della circoscrizione San Lorenzo, Giuseppe Tortora: «Residenti e commercianti stanno investendo i propri soldi nei Decumani, con negozi e Bed and Breakfast. Noi continueremo a fare ogni sforzo possibile per non deluderli».
(Napoli) Decumani, allarme monumenti
Il centro storico di Napoli è in stato di abbandono, con chiese e edifici in rovina. La chiesa di Santa Maria Donnaregina è stata trasformata in campo di calcio e il suo sagrato è chiuso da paletti e catene. I residenti e i commercianti stanno investendo i propri soldi per ristrutturare gli spazi e offrire alternative ai ragazzini che giocano nei decumani. Il presidente della circoscrizione San Lorenzo ha promesso di fare ogni sforzo possibile per non deludere i residenti. La missione recupero del centro storico è stata firmata da un consigliere regionale e il presidente della circoscrizione San Lorenzo. I ragazzini giocano sui sagrati delle chiese e le fogne intasate causano danni ai muri.
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