«Non è la prima volta che assistiamo a un incendio doloso quando un importante monumento del nostro patrimonio culturale è in restauro. Non si tratta di coincidenze e occorre che chi di dovere prenda al più presto dei provvedimenti». A lanciare l'allarme è Mirella Belvisi, consigliere nazionale e membro del direttivo romano di "Italia nostra". «Le imprese che vincono le gare d'appalto per i lavori», continua la Belvisi «dovrebbero essere obbligate da contratto a garantire anche la vigilanza e un'illuminazione notturna». Non lo fa già la sovrintendenza ai beni culturali? «Dovrebbe farlo, ma vista la scarsità delle risorse disponibili da parte del ministero, e il costo dei lavori, bisognerebbe che le ditte beneficiarie si prendessero anche la responsabilità della sicurezza». Il geometra Francesco D'Antoni, responsabile del cantiere della Domus tiberiana in appalto alla "Tecnes" si difende spiegando che l'illuminazione notturna è stata assicurata grazie a una rete di luci alogene. Dalla sovrintendenza, intanto, la dottoressa Maria Antonietta Tomei conferma: ai Fori Imperiali c'è un servizio di vigilanza che però non sorveglia i singoli monumenti e si limita a "giri di controllo". Altri celebri incendi incendi dolosi si sono verifìcati negli ultimi anni, c'è un filo conduttore? «Si va dalle fiamme appiccate al Teatro La Fenice di Venezia a quelle del Teatro di Bari Per finire con il recente incendio ai "Mulini Stucchi" della Giudecca sempre a Venezia. Casi diversi, s'intenda. Per La Fenice, ad esempio, c'era sotto un giro di interessi molto complicato, mentre l'incendio di questa notte è probabilmente opera di vandali... Comunque il dato di fatto è che i lavori di restauro si trasformano in fonti di rischio... «Alla Domus Tiberiana, dove è scoppiato l'incendio, il cantiere è aperto, a singhiozzo, da più di 20 anni. In quell'area il problema nasce anche dalla struttura geologica del terreno che è particolarmente fragile. E questo rende il restauro ancora più costoso e soggetto ad arresti qualora, come è già successo, i finanziamenti siano bloccati». Quanti soldi servirebbero per finire i lavori sul Palatino? «Il Palatino possiede beni archeologici che, per ricchezza, lo rendono paragonabile all'Acropoli di Atene. Ma per finire i lavori ci vorrebbero al meno 50 miliardi di vecchie lire.