Storico accordo con il Metropolitan Museum, siglato dal ministro Buttiglione: rientrano in Italia anche il prezioso vaso di Eufronio e altri reperti straordinari. Pagano: adesso dovremo scegliere dove ospitarlo, sarà comunque una sede di prestigio «Il Metropolitan museum non ha perso nulla. Ne hanno guadagnato la cultura e l'amicizia fra Italia e Stati Uniti» Così il ministro per i Beni culturali ha sintetizzato il significato dell'accordo che ieri ha firmato insieme al direttore dell'istituzione americana, Philippe De Montebello; accordo che non solo restituisce all'Italia la proprietà del celebre vaso di Eufronio e di altri tesori archeologici, dopo un contenzioso durato 25 anni e una trattativa di molti mesi, ma che getta le basi di una nuova collaborazione culturale e scientifica nel campo dell'archeologia. L'accordo riguarda il Vaso di Eufronio, scavato nel 1971 a Cerveteri; altri quattro vasi preziosi, nonché lo straordinario corredo di 15 argenti ellenistici scavati illegalmente in Sicilia, a Morgantina. Le opere torneranno in patria in tempi diversi: il vaso entro il 15 gennaio 2008, gli argenti entro il 15 gennaio 2010, gli altri 4 pezzi subito. Tutte le opere saranno sostituite da altre in prestito di pari qualità e valore per non impoverire l'esposizione del Metropolitan. («Ho già una lista dei desideri» ha confidato il direttore del Met, Philippe de Montebello). Non è stato, tuttavia, detto dove in Italia, torneranno le opere. La decisione spetterà al ministero, sulla base di vari criteri: la provenienza, la presenza di musei adeguati a riceverle, e anche (per gli argenti di Morgantina) l'autonomia di cui gode la regione Sicilia in tema di politica culturale. In sintesi, ha spiegato il ministro dopo aver firmato davanti ai giornalisti, «l'accordo prevede che tornino in proprietà all'Italia i beni dei quali da lungo tempo era stata richiesta la restituzione». In cambio il Metropolitan otterrà il prestito di «opere di uguale rilevanza storico-artistica, anche accompagnate dai loro contesti di scavo. Il tutto sulla base di un principio di continuità e di rotazione». Buttiglione ha sostenuto il forte impatto che l'accordo avrà nel contrastare il mercato clandestino di opere d'arte e gli scavi clandestini. Grande soddisfazione da parte dell'assessore siciliano ai beni culturali Alessandro Pagano: «Lo Statuto speciale ci ha fornito ancora una volta la chiave per affermare la particolarità della Sicilia che in tema di Beni culturali gode di una totale autonomia. Ecco perché da un lato il ministro Buttiglione ha firmato per l'Italia, e dall'altro è stato necessario il consenso della Regione siciliana per sancire questo accordo la cui valenza è di portata internazionale. Il tesoro di Morgantina rientrerà in Sicilia». L'assessore Pagano, dopo la firma a Roma, ha aggiunto: «Ciò che volevamo e abbiamo ottenuto. Una conclusione che non bisogna ritenere scontata considerato che per decenni non si è riusciti a risolvere il problema e che, grazie alla peculiarità del nostro Statuto ci consentirà di decidere dove mettere in mostra il tesoro di Morgantina all'interno del territorio siciliano. Ora dovremo decidere quale sede dovrà ospitare i beni restituiti: abbiamo ancora un margine sufficiente di tempo per riflettere ma certamente sarà una sede di grande prestigio. Bisogna comunque ringraziare la sensibilità del management del Metropolitan e l'abile lavoro diplomatico che il ministro Buttiglione e i suoi collaboratori hanno svolto nel corso di questi mesi».