Capolavoro firmato dal grande maestro oppure un lavoro della sua scuola? Esperti divisi, la parola passa ora ai visitatori ARRIVA a Roma, dove sarà esposto a Palazzo Venezia, dal 24 febbraio al 26 marzo, il «Canal grande visto da Palazzo Balbi», la preziosa tela attribuita al Canaletto sequestrata qualche mese fa dalla Guardia di Finanza in un laboratorio di restauro milanese, dopo che era stato accertato che il quadro, venduto all'asta a Londra nel '92, era stato importato illegalmente in Italia. Ma dalla soprintendenza al polo museale romano avvertono: «Il problema della attribuzione è ancora aperto, potrebbe trattarsi di un'opera di bottega». Il dipinto - un olio su tela che misura 85,8 cm X 135,5 - raffigura il tratto del Canal Grande di Venezia compreso tra Palazzo Balbi a sinistra, e i Palazzi Erizzo e Contarini delle Figure a destra, e il ponte di Rialto, che si scorge in fondo, là dove il canale con un'ansa si dirige verso sinistra. «Esposta a Barcellona e Madrid nel 2001, questa veduta era considerata dai curatori della mostra opera autografa di Giovanni Antonio Canal, detto il Canaletto - spiegano dalla soprintendenza - Presentando l'opera a Roma ci proponiamo di presentare come ancora aperto il problema della sua attribuzione». L'ipotesi, chiariscono, è che la tela recuperata dalle Fiamme Gialle, «di buon livello, ma indubbiamente priva di quella leggerezza e trasparenza che sono caratteristiche degli autografi canalettiani» sia da riferire non al maestro veneziano bensì alla sua «bottega», forse ad un suo allievo, ipotizza la curatrice della mostra Manuela Settimi, che potrebbe averla dipinta a Londra (Canaletto visse e lavorò a londra per quasi dieci anni a partire dal 1746) copiando un'altra veduta di Canal Grande, pressochè identica, che è stata venduta all'asta proprio nell'estate del 2005 da Sotheby's, sempre nella capitale britannica, alla cifra record di 18 milioni di sterline a un compratore rimasto anonimo. La stessa casa d'aste londinese, del resto, aveva venduto nel '92 la veduta recuperata qualche mese fa dalla Guardia di Finanza a Milano, attribuendola alla «scuola del Canaletto» e ad un prezzo molto inferiore (40 mila sterline). «Il problema in ogni modo resta aperto», precisa la curatrice della mostra romana che verrà intitolata «Pictore de aqua et de venexia», «noi non vogliamo in nessun modo mettere un punto, semmai aprire il dibattito, dare un nostro contributo allo studio». Già, perché se è vero che Sotheby's aveva giudicato questa veduta una copia di bottega, è vero anche che nel 2001, in Spagna, questa stessa tela venne esposta con l'attribuzione al maestro veneziano e fatta risalire alla collezione del mecenate inglese Leon. Secondo questa impostazione, anzi, fa notare oggi la curatrice della mostra romana, l'altra veduta, quella venduta quest'estate a Londra appartenuta anche ad un primo ministro inglese, quello che fu primo inquilino di Dowing Street, sarebbe la copia di questa, prototipo anche delle successive repliche, dal momento che le vedute di Canal Grande da Palazzo Balbi sono parecchie. Quel che è certo, è che queste due vedute - quella venduta nell'estate 2005 a Londra e quella recuperata in settembre a Milano dalle Fiamme Gialle - sono identiche tranne che nella qualità pittorica, splendida nella prima, più pesante nel colore e nella materia nella seconda. Il problema è aperto e a giudicare saranno anche ai visitatori. martedì 21 febbraio 2006
Nella Capitale il misterioso Canaletto ritrovato dalle Fiamme Gialle
Il dipinto "Canal grande visto da Palazzo Balbi" è stato recuperato dalla Guardia di Finanza in un laboratorio di restauro milanese e sarà esposto a Palazzo Venezia a Roma dal 24 febbraio al 26 marzo. La tela, attribuita al Canaletto, è stata venduta all'asta a Londra nel 1992 e poi importata illegalmente in Italia. La soprintendenza romana afferma che il problema della attribuzione è ancora aperto e che potrebbe trattarsi di un'opera di bottega. La curatrice della mostra, Manuela Settimi, ipotizza che la tela potrebbe essere stata dipinta da un allievo del Canaletto o da un altro artista, forse ad un suo allievo, a Londra, copiando una veduta di Canal Grande.
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