Affiorata dietro l' altare di una chiesa e nuove teorie che rinnovano un'antica tradizione locale risalente al '600 fanno pensare che un'opera inedita dell'artista si trovi a Marcialla, località a 35 km da Firenze. Il dipinto è un affresco raffigurante una scena de «La Pietà» e negli ultimi tempi sta suscitando l'interesse di vari studiosi, non solo locali. A metà '900 se ne occuparono due ex-redattori della rivista «Il Frontespizio», lo scrittore Giovanni Papini e il professor Roberto Weiss che in vita fu fondatore e direttore dell'Istituto italiano di cultura ad Helsinki negli anni dal 1940 al 1966. Negli ultimi tempi si sono interessati gli studiosi James Beck, William Wallace e lo scultore americano Robert Schoen che nel 1984 raggiunse una certa notorietà per aver identificato e localizzato a New York il «Cupido» scolpito da Michelangelo nel 1497 e di cui si erano perse le tracce da cinque secoli. Proprio Schoen, riconosciuto negli Usa come esperto di Michelangelo, farà pubblicare articoli su giornali d'arte americani in cui ritiene che la Pietà di Marcialla è un'opera giovanile. Le sue conclusioni dicono che Michelangelo dipinse l' affresco nel dicembre del 1495 di ritorno da Bologna dopo aver accettato la protezione dell'ordine religioso degli Agostiniani. In particolare, si legge dai suoi scritti, ciò è motivato per come è resa l'anatomia dei due ladroni che compaiono ai lati della scena (addirittura quello a destra potrebbe essere un autoritratto) e per le somiglianze dello stile ad opere e disegni giovanili dell'artista. Singolare è stato il ritrovamento della sigla, avvenuto a fine 2005. Un ex chierichetto della chiesa di Marcialla ne ha parlato in confessionale con il parroco rammentandosi di un episodio degli anni '50, quando lui era bambino, dopo aver letto alcuni articoli di giornale. Dietro una pietra dell'altare spostata per caso, ricordava l'ex chierichetto oggi sessantenne, comparvero delle lettere, appunto B, M e la F recuperate oggi. Convinti dell'attribuzione della «Pietà» all'artista del «David» e degli affreschi della Cappella Sistina sono alcuni appassionati di storia locale dell'associazione «Francesco e Andrea da Barberino», l'autore del Guerrin Meschino. Il gruppo è guidato dalla ex farmacista del paese Elsa Masi che ha dedicato una vita alla raccolta di notizie sull' affresco e che spera di «arrivare prima o poi ad uno studio ufficiale approfondito per chiarire definitivamente se Michelangelo Buonarroti sia stato o no l'autore dell'opera». Si fanno forti di vari argomenti fra cui una scheda della Soprintendenza fiorentina del 1980 in cui è resa esplicita l'attribuzione del ladrone di destra al Buonarroti. E c' è anche un modo per spiegare la presenza di Michelangelo a Marcialla a fine '400, località remota della campagna fiorentina per i mezzi di trasporto dell'epoca e distante dalle vie più battute. Si spiegherebbe benché non siano stati trovati documenti che lo attestino con esattezza con la cacciata da Firenze di Lorenzo il Magnifico che fu anche mecenate di Michelangelo per il quale era sconsigliato rimanere in città per i fermenti politici in atto. Inoltre la chiesa di Marcialla era nel patrimonio dell' Ordine monastico che proteggeva il grande Michelangelo.