Buttiglione e Finanziaria sott'accusa, richiesto un intervento urgente che integri il fondo unico dello spettacolo. Lavoratori da tutta Italia contro il giro di vite sulla cultura Uniti, insieme contro i tagli al Fondo Unico per lo spettacolo. Nessuna logica di campanile, nessuna rivalità tra i lavoratori delle fondazioni liriche italiane duramente provati dai tagli previsti dalla Finanziaria: in tutta Italia manifestazioni, scioperi e proteste si sono succeduti a difesa della cultura, non solo musicale, così ieri pomeriggio la sala del Teatro Regio ha ospitato una riunione, chiamata "attivo unitario", dei lavoratori delle fondazioni liriche italiane invitati dalle artiste del coro del Teatro Regio che sono impegnate nello sciopero della fame. Così, prima di entrare in sala, tutti hanno visto nel parcheggio del Teatro, su Via Verdi, il camper che ospita proprio le artiste del coro che si alternano nella pacifica protesta di digiunare perché la cultura non sia messa a tacere per sempre, e in sala striscioni con scritte come "Nessun Dorma" o "La cultura fa paura" per raccontare la voglia di continuare a vivere e lavorare. «C'erano rappresentati del mondo dello spettacolo, della musica, della prosa, del cinema e anche del precariato da tutta Italia - racconta Giulio Arpinati, violoncellista dell'Orchestra del Regio e rappresentante sindacale Cgil- erano presenti il sovrintendente del Regio Walter Vergnano e il direttore artistico del Teatro Stabile Walter Le Moli, i rappresentanti sindacali, quattro parlamentari del centro-sinistra. A tutti abbiamo espresso la nostra preoccupazione generale perché i tagli non si limitano a quest'anno, con un contributo decurtato del 25, ma proseguono nei prossimi anni perché le tre tranches della Finanziaria prevedono per il 2007 e il 2008 ulteriori tagli del 40 il che significherebbe la chiusura dei teatri! Abbiamo bisogno di chiarezza, abbiamo bisogno di coordinarci per fronteggiare questa situazione devastante. Nel programma che il centro sinistra presenta perle prossime elezioni il ripristino del Fondo Unico dello Spettacolo è un punto specifico e questo ci fa ben sperare. Ma questo è solo il primo punto, l'attuale Governo ha avuto nei confronti della cultura un atteggiamento terribile: basti pensare a cosa è diventata la musica nelle scuole! Ecco, vogliamo più rispetto per la cultura». Il coordinamento che si è riunito ieri a Torino tornerà a reincontrarsi a fine mese a Parma per continuare le strategie di protesta: tra le varie ipotesi allo studio, si pensa, ad esempio, ad una sorta di sciopero della fame contro il taglio al Fus, da effettuarsi "a staffetta" nei vari teatri italiani. All'assemblea erano presenti diversi politici, tra questi la senatrice Vittoria Franco, dei DS, che ha sottolineato come Prodi veda nella cultura e nella ricerca «mattoni fondamentali per lo sviluppo del nostro Paese» e come la cultura debba trasformarsi da «voce di spesa» a «voce di investimento» nel bilancio italiano.