Nuovo allarme per i tagli al Fus. Buttiglione: «Con i fondi raccolti finanzieremo il cinema, liberando così risorse per musica e prosa» Tassare il cinema per garantire la sopravvivenza della musica. È la proposta del ministro per i beni e le attività culturali Rocco Buttiglione, «Una tassa su tutti i film che passano in Italia (in sala, su Internet e nelle videoteche) che consenta di costituire un fondo economico tale da garantire al cinema italiano di finanziarsi autonomamente». In questo modo per il ministro «si libererebbe una cifra consistente, almeno cento milioni di euro, da ridistribuire tra i soggetti che producono musica e prosa». Buttiglione ha messo sul tavolo la sua proposta ieri a Milano durante un convegno polemicamente intitolato II futuro senza musica, organizzato da enti e istituzioni, e durante il quale, ancora una volta, è stato lanciato l'allarme sopravvivenza per la musica in Italia. Fino a ieri eravamo a conoscenza dell'ultimatum lanciato dalle fondazioni liriche: o i tagli al Fondo unico per lo spettacolo rientrano o molti teatri saranno costretti a chiudere i battenti. Ma la decurtazione dei contributi statali mette a rischio le future stagioni concertistiche di centinaia di istituzioni musicali. A discuterne ieri c'erano addetti ai lavori ma anche molti politici che in un clima da campagna elettorale sono sfilati sul palco dell'auditorium messo a disposizione dall'orchestra Verdi: Rutelli, Bondi, Fassino, tutti pronti a promettere, in caso di vittoria della loro coalizione, più attenzione alla cultura e più fondi per la musica. Fischi per gli esponenti della maggioranza, applausi per i rappresentanti del centrosinistra, hanno preparato l'arrivo del ministro Buttiglione. Il più atteso dalla folta platea per il quale erano pronte una serie di domande contenute in un lungo documento elaborato dai rappresentanti degli enti di promozione e diffusione musicale. «Non chiedo la luna - ha riassunto Luigi Corbani, direttore generale della Verdi - vogliamo che i 52 milioni di euro a noi destinati pari allo 0,02 del bilancio statale non debbano subire ulteriore tagli». Il problema delle riduzioni del Fus è ormai di lungo corso, certo: tutti minacciano di chiudere bottega, ma nessuno lo ha ancora fatto; i contributi si riducono, ma il sipario continua ad alzarsi, finendo col generare confusione nel pubblico. Ma ora forse si è alla resa dei conti. «Soprattutto per le istituzioni musicali più piccole che senza contributi pubblici rischiano davvero di non poter più fare musica» ha detto Corbani il quale ha accolto la proposta dell'Udc Bruno Tabacci di rendere più trasparenti i bilanci e la distribuzione dei fondi pubblici «per permettere così ai cittadini di capire dove vanno finire i loro soldi». La risposta di Buttiglione non si è fatta attendere. «Ci aspetta un anno difficile ma non dobbiamo perdere le speranze» ha detto il ministro proponendo ai rappresentanti delle istituzioni musicali un incontro a breve termine «per discutere su modalità di distribuzione dei fondi e per stabilire insieme i criteri per orientare le scelte future». Una proposta accolta con entusiasmo dalla folta platea milanese che non si è risparmiata accenti polemici sulla distribuzione di fondi pubblici. «Mentre a noi vengono chiesti sacrifici - ha detto Corbani - a Parma anche grazie ai fondi Arcus, arrivano contributi a pioggia: per far sentire la nostra voce contro questa ingiustizia siamo pronti a organizzare anche uno sciopero nella cittadina emiliana». Il malessere che serpeggia nella musica classica italiana ha un nome: Fus, cioè Fondo unico per lo spettacolo. Un grande contenitore, ideato nel 1985, nel quale confluiscono tutte le risorse da destinare a teatro, musica e danza. Da qualche anno, però, i governi si sono visti costretti a tagliare tali risorse: riduzione consistenti, basti pensare che nel 2003 il Fus ammontava a 506 milioni di euro mentre per il 2006 si prevede uno stanziamento di 375 milioni di euro. Infine per i prossimi due anni la cifra prevista destinata al Fus è di 294 milioni. A farne le spese sono tutti i settori dello spettacolo: gli enti lirici sono passati dai 242 milioni di fondi del 2003 agli attuali 179, la prosa è passata da 89 milioni a 62, la musica da 68 a 52 e la danza da 7 a 6 milioni di euro.
Buttiglione: Per salvare la musica tassiamo tutti i film
Il ministro per i beni e le attività culturali, Rocco Buttiglione, ha proposto una tassa sul cinema per finanziare la musica e la prosa. La tassa, che potrebbe generare cento milioni di euro, sarebbe destinata a liberare risorse per questi settori. Buttiglione ha lanciato l'allarme per la sopravvivenza della musica in Italia, affermando che i tagli al Fondo unico per lo spettacolo (Fus) mettono a rischio le future stagioni concertistiche. I rappresentanti degli enti di promozione e diffusione musicale hanno espresso preoccupazioni sulla riduzione dei fondi per la musica, che potrebbe portare a chiudere bottega.
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