II museo del Settecento di Ca' Rezzonico "trasformato" in una casa d'aste. Con una decisione senza precedenti il Comune ha infatti deciso di affittare il Salone da Ballo del museo alla San Marco Casa d'Aste la nuova società fonduta da Marco e Franco Semenzato, usciti recentemente da Finarte per aprire la sua attività il 25 e 26 marzo con una seduta dedicata a dipinti antichi. «Stiamo trattando direttamente con il sindaco Massimo Cacciari spiega il patron Franco Semenzato presidente onorario della nuova società a cui abbiamo chiesto il Salone di Ca' Rezzonico per la nostra prima asta, che prevede la vendita di importanti dipinti antichi dal Quattrocento al Settecento. E' un'occasione eccezionale per noi e del resto il nuovo Codice dei Beni Culturali prevede che i musei possano ospitare anche attività di carattere imprenditoriale. Per l'uso del Salone da Ballo, inoltre, pagheremo al Comune una cifra, che stiamo trattando, tra i 20 e 130 mila euro. Ci accolleremo anche il restauro di una scultura di Andrea Brustolon, conservata nel museo. Le dimensioni limitate della nostra nuova sede ci obbligano a cercare, per sedute di particolare rilievo, palazzi storici e por questo abbiamo pensato per l'esordio a Ca Rezzonico, trovando la disponibilità del sindaco». La San Marco Casa d'Aste con capitale sociale 2 milioni di euro avrà sedo in un palazzo quattrocentesco in Calle degli Avvocati. Lapidario sulla vicenda della "cessione" a Semenzato di Ca' Rezzonico il commento del direttore del musei civici Giandomenico Romanelli: «E' una decisione del sindaco, su cui non ho commenti da fare. Non indica, in ogni caso, una nuova linea di gestione di Ca' Rezzonico». Nel museo del Settecento ha sede anche la Venice International Foundation l'associazione senza scopo di lucro presieduta da Franca Coln - che riunisce privati e aziende. Impegnati a raccogliere fondi per finanziare le attività del Musei Civici e promuoverne l'immagine, anche attraverso l'organizzazione di mostre ed eventi all'Interno di Ca' Rezzonico. L'asta della società di Semenzato non rientra, però, nell'ambito di queste attività. A spingere il sindaco ad accettare l'offerta della Snn Marco Aste, anche la motivazione economica, visto il momento difficile per le risorse comunali e, in particolare, per il settore Cultura, che deve ion pratica autofinanziare le sue attività, nonostante gli incassi dei musei civici siano in attivo. I musei cittadini hanno da tempo perso la propria "sacralità" ospitando anche eventi di carattere mondano -basta ricordare, ad esempio, la festa di Capodanno che il Comitato francese di salvaguardia ha organizzato poco più di un mese fa nel Salone da Ballo del museo Correr ma sempre comunque a finalità benefiche o non collegate ad attività di lucro. È la prima volta che un museo veneziano, come avverrà tra poche settimane per Ca' Rezzonico, viene affittato dal Comune per un'attività dichiaratamente commerciale, che utilizza la sua immagine e la sua storia per vendere meglio un prodotto, sia pure "nobile", come dipinti d'epoca. Un fatto che farà discutere. DETTO AL VOLO Che la cultura a Venezia non viva da tempo un buon momento tra assessori che vanno e vengono (a una media di uno ogni due anni) o scompaiono, fondi ridotti al lumicino, programmazioni a brevissima scadenza non è, purtroppo, una novità, al di là degli incassi in crescita del musei. Ma che si pensi adesso di affittare Ca' Rezzonico a una casa d'aste per ispirare meglio la propria clientela negli acquisti d'epoca, in un ambiente consono allo scopo è veramente il segno del tempi. Una definitiva resa all'idea di questa città come spazio scenico a uso poli-funzionale e alla trasformazione dei suoi musei in "contenitori" di lusso pronti per l'uso più conveniente. Più che una questione di decoro nonostante l'omonimo assessorato comunale istituito allo scopo sembra, ormai, una questione di prezzo. E se tra qualche tempo monsieur Pinault, nuovo proprietario di Palazzo Grassi, decidesse di trasformare il centro espositivo di San Samuele nella sede veneziana della sua casa d'aste, la "Christie's". allora chi potrà mai dal fronte dì Ca' Farsetti, fare l' indignato e scagliare la prima pietra? (e.t.)