Via libera della sovrintendenza. Il progetto affidato all'architetto Belgiojoso. Le aule lasciano il posto ai quadri. Un intervento da 40 milioni di euro Pinacoteca di Brera al raddoppio, trasloco in Bovisa per l'Accademia. Il principale museo d'arte di Milano (e uno dei più importanti del mondo per le raccolte di pittura antica e moderna) è destinato a passare dai suoi 4.800 metri attuali a 9 mila metri (o quasi): i quattromila studenti di Belle Arti avranno un nuovo centro di gravità permanente (per dirla alla Franco Battiato) vicino al polo del Politecnico di via Durando. È una rivoluzione che non coinvolge solo il Palazzo del XVII secolo, dove hanno sede la Biblioteca Braidense, l'Osservatorio astronomico, l'Orto Botanico, l'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere. La novità porterà anche a un cambiamento radicale del volto del quartiere, dove oggi si snodano strade con vecchie botteghe di tele e pennelli, gallerie d'arte e negozi d'antiquariato. Se ne parla da tempo: già negli anni Settanta era stato dato l'avvio allo studio della Grande Brera, che puntava all'ampliamento del museo a Palazzo Citterio, un'idea poi accantonata per problemi tecnico-gestionali. Acqua passata. Adesso il traguardo è davvero vicino: il progetto Brera in Brera, presentato nel luglio 2004 dai ministri Giuliano Urbani e Letizia Moratti, finalmente è stato approvato in via preliminare dalla direzione regionale ai Beni culturali e paesaggistici e dalle soprintendenze. Di più: il mese prossimo si riunirà il consiglio di amministrazione dell'Accademia, e all'ordine del giorno ci sarà anche l'avviso di gara per la sede in Bovisa. Il Louvre di Milano è a un passo dal suo restyling, dunque. «Il progetto affidato all'architetto Alberico Barbiano di Belgiojoso è a un punto di svolta conferma Carla di Francesco, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici . Entro due mesi partirà la fase definitiva dello studio: l'obiettivo è assegnare l'appalto per i lavori entro un anno». Oltre all'ampliamento dei suoi spazi che porterà anche all'esposizione di dipinti oggi custoditi nei depositi, la Pinacoteca sarà dotata di bookshop, sale per conferenze, caffetteria e aree ristoro. L'Accademia resterà in via Brera con le sue sale di rappresentanza intorno all'aula magna e con i corsi di pittura e scultura. «A breve partirà la progettazione definitiva dei nuovi percorsi museali e il primo lotto del rifacimento di tutta l'impiantistica», spiega Di Francesco. Per realizzare l'intervento sono necessari 40 milioni di euro. «Il problema dei finanziamenti lo affronteremo tra qualche mese osserva Di Francesco . L'importante adesso è che Brera in Brera sia entrata nella fase clou». Il direttore del museo, Luisa Arrigoni, ammette che oggi la Pinacoteca soffoca. Lo stesso dice Stefano Zecchi, presidente dell'Accademia: «È necessario allargarci». sravizzacorriere.it Simona Ravizza