L'assessore Armato pensa ad un'integrazione delle due strutture LA PROPOSTA ha la suggestione degli slogan: un Politecnico delle arti per Napoli. E resterebbe tale se non giungesse dall'assessore regionale che un'idea del genere può, grazie alle sue deleghe, realizzarla davvero: Teresa Armato, assessore all'Università e alla ricerca scientifica. Un'idea sin qui tenuta nel cassetto e sdoganata qualche giorno fa, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico del Conservatorio di musica San Pietro a Majella. «La riforma degli studi musicali spiega Armato ha assegnato ai Conservatori un ruolo nuovo, ampliando il loro campo d'azione dalla formazione musicale alla ricerca, ai nuovi saperi e alle tecnologie». Il Conservatorio è diventato insomma una struttura cosiddetta di "alta formazione", come l'Accademia d'arte. «E dato che Conservatorio ed Accademia sono anche fisicamente vicini aggiunge la Armato è il momento che si realizzi un progetto congiunto, che vada anche oltre la realtà napoletana. È da qui che bisogna partire, per poi "fare sistema" con gli altri Conservatori presenti in Campania. Un po' come già accade all'interno del sistema della ricerca: fare cioè massa critica, mettere insieme le potenzialità per incidere in modo più netto sul territorio e attrarre nuove risorse e nuovi talenti». La scommessa è far emergere la domanda di ricerca e di sperimentazione nel settore musicale e artistico napoletano prima e campano dopo. Ovviamente im-pegnando, nell'impresa, la Regione. Anche finanziariamente. Un impegno economico che l'assessore già annuncia per il restauro di ambienti del Conservatorio ricchi di tesori. La Sala Scarlatti, per cominciare. «È mia intenzione verificare la possibilità di bandire come Regione, individuando fonti di finanziamento pubbliche e private, un progetto di idee aperto ai giovani, architetti e scenografi campani, affinchè sia riportato all'originario splendore la prestigiosa Sala, che potrebbe diventare uno dei primi riferimenti del Politecnico delle arti».