IL COLLE DI ROMA E LE SUE RICCHEZZE ARCHEOLOGICHE Allarme «rosso» per il Palatino uno dei sette colli di Roma, di importanza mondiale per le sue ricchezze archeologiche. La collina domina il Colosseo, i Fori e racchiude con le Regge e i monumenti della Roma imperiale anche la chiave per decifrare segreti e leggende sulla fondazione della città. Il Palatino è circondato dalle colossali mura Severiane (erette da Settimio Severo). Secondo l'archeologa Irene Jacopi, responsabile del Palatino, le mura da tempo inagibili (i visitatori non possono accedervi) a-vrebbero bisogno di una continua verifica perché si sta disintegrando la malta tra le volte. La casa di Augusto non è aperta al pubblico da molti anni nonostante sia protetta da un ponteggio costato oltre 250milaeuro. Stesso pericolo corrono gli Horti farnesiani, la Domus Tiberiana, e le caverne di San Teodoro, a causa delle infiltrazioni d'acqua che da anni attraversano la collina in profondità minacciandone la stabilità. Per il restauro totale - dice il ministro Buttiglione -occorrerebbero 130 milioni di euro, la Finanziaria ne ha stanziati soltanto 4. È questo il motivo per il quale il rappresentante del Governo ha dichiarato l'Allarme «rosso» convocando al ministero i corrispondenti da Roma della stampa internazionale. Spera che i loro servizi giornalistici diffusi all'estero colpiscano la «sensibilità e l'amore per l'archeologia» di qualche ricco sponsor, di qualche azienda a carattere mondiale o di qualche governo amico com'è accaduto con la Cappella Sistina restaurata grazie anche a cospicui contributi giunti dal Giappone. Il Palatino, secondo lo storico Valerio Massimo Manfredi, è il cuore del cuore d'Italia, l'ombelico dell'Urbe, il colle dalle cui pendici ventotto secoli addietro sarebbe scesa la lupa per allattare Romolo e Remo abbandonati sull'ansa del Tevere che scorre proprio sotto il colle. Di là i gemelli trassero l'au-spicio per decidere chi a-vrebbe fondato la nuova città, la fu tracciato il solco quadrato e là si consumò il fratricidio di Romolo che uccise il fratello perché aveva osato violarlo. Ancora in età imperiale vi si mostrava il tugurium Romuli, la capanna di Romolo che veniva continuamente restaurata come una preziosa reliquia. Lassù c'è la Casa di Augusto con la sua camera da letto decorata da inquietanti maschere teatrali, quasi a ricordare che il potere deve sempre camuffarsi e sembrare ciò che in realtà non è». Qualche speranza di rispondere all'allarme «rosso» giunge dal ministero delle Finanze e più precisamente dalla Direzione generale del Lotto e Lotterie che dispone dei fondi destinati alla salvaguardia e manutenzione delle opere d'arte del Paese. Spes ultima Dea, auguravano i latini!