Carlo Azeglio Ciampi riconosce l'impegno del governo nella gestione dei beni artistici e monumentali. «La tutela dei beni culturali deve esser concepita non in senso di passiva protezione ma in senso attivo e cioè in funzione della cultura dei cittadini, deve rendere questo patrimonio fruibile a tutti». Il presidente della Repubblica sottolinea con forza l'importanza di una gestione attiva di monumenti, musei, gallerie durante la cerimonia al Quirinale per la consegna delie medaglie d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte. Una cerimonia solenne che vede fra i quindici premiati Franco Battiato, Susanna Tamaro e Katia Ricciarelli. Per rafforzare il messaggio Ciampi legge anche l'articolo 9 della Costituzione che espressamente recita: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica; tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Un invito a promuovere i beni culturali oltre che a conservarli perchè costituiscono un patrimonio «inalienabile» dell'Italia e rappresentano un tratto essenziale dell'identità nazionale. Ciampi approfondisce la riflessione sul fatto che l'articolo 9 sia inserito tra i «principi fondamentali» della nostra Costituzione: «Questo dà un'indicazione importante sulla "missione" della nostra patria, su un modo di essere e di pensare al quale vogliamo e dobbiamo essere fedeli. La cultura e il patrimonio artistico - aggiunge - devono essere gestiti bene perchè siano effettivamente a disposizione di tutti, oggi e domani. La doverosa economicità della gestione dei beni culturali e la sua efficienza non sono l'obiettivo della promozione della cultura, ma un mezzo utile per la loro conservazione e diffusione. Lo ha detto chiaramente la Corte Costituzionale in una sentenza del 1986 quando ha indicato la "primarietà" del valore estetico culturale che non può essere subordinato ad altri valori ivi compresi quelli economici». Parole che non lasciano spazio a dubbi. «Sono un riconoscimento di ciò che stiamo facendo», commenta il ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani. «Il disegno di legge, ora in discussione al Parlamento, di revisione del Titolo quinto della Costituzione - spiega - in cui definiamo senza ambiguità la competenza esclusiva e generale dello Stato sulla tutela del patrimonio, lasciando alle Regioni competenza amministrativa e particolare, è in linea con quanto detto ora da Ciampi e una spinta a muoverci in questa direzione». Secondo Urbani, la gestione e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale sono «un modo per garantire prioritariamente la sua tutela». Il ministro accoglie anche la proposta del presidente di una festa, il prossimo anno, dei sovrintendenti di tutta Italia. «Anche in questo settore - prosegue Urbani - siamo in piena riforma, riorganizzando le sovrintendenze concepite come un corpo di prestigio, autorevole ma anche come una sorta di magistratura della tutela del patrimonio». Per Urbani, con la riforma del settore «si diminuirà l'area contenziosa tra Stato e Regioni che con ricorsi e controricorsi ha paralizzato a volte ogni attività».