Pozzuoli. L'antico stadio di Puteoli, in cui si svolgevano gli Eusebiea, i giochi atletici e musicali voluti dall'imperatore Antonino Pio per onorare la memoria del padre Adriano, ritorna alla luce. L'intervento, finanziato con 3,5 milioni di euro nell'ambito del progetto integrato Campi Flegrei, è partito e punta al recupero e alla valorizzazione di questo straordinario monumento che, però, è sempre rimasto fuori dai circuiti turistici. «Entro poche mesi renderemo visitabile un altro sito dell'enorme patrimonio archeologico che conserva la zona flegrea», spiega soddisfatta la responsabile dalla soprintendenza Costanza Gialanella. La sua presenza a Pozzuoli testimonia la grandiosità di quella che, senza dubbio, era una delle colonie più importanti. Non a caso, oltre Roma, Puteoli è l'unica città dell'Italia romana a possedere uno stadio. Ed è una bellezza lo stadio di Antonino Pio, anche se ora di quell'imponente monumento non rimangono che poche centinaia di metri di spalti a evocarne la grandiosità. I lavori in corso della soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta, diretta da Maria Luisa Nava, stanno cercando di recuperare tutto ciò che è stato salvato, quando oramai per secoli dello stadio di Puteoli era stata quasi completamente perduta la memoria. Un monumento sulle cui mura sopravvissute ai millenni, venne costruita - a fine Settecento - una casa colonica che solo recentemente la Regione ha acquisito e dove verrà collocato il Museo dell'Opera. A determinare la sparizione dello stadio, poi ci si è messo il crollo di un costone e la realizzazione della moderna Domiziana. Ma di testimonianze ce ne sono: l'edificio è chiaramente rappresentato sul cosiddetto «vaso di Praga», che appartiene a una serie di fiaschette in vetro di età tardo antica provenienti da vari siti dell'impero romano e databili tra il III e IV secolo d.C. A lungo interpretato come un circo, solo nel 1977 l'archeologo Castagnoli individua i resti come quelli dello stadio: è la testimonianza del carattere greco-orientale di Pozzuoli. E il luogo dove fu edificato non è casuale: Antonino Pio sceglie infatti il posto dove temporaneamente furono deposte le spoglie mortali di Adriano (138 d.C), morto a Baia ma sepolto in una villa di Pozzuoli già appartenuta a Pluvio, amico e socio in affari di Cicerone che ne divenne il proprietario nel 45 a.C. Nei millenni, poi, lo stadio fu dimenticato. Ora tornerà alla luce e, lo sperano anche gli operatori economici, diventerà un altro punto di forza dell'attrattore turistico Campi flegrei.
Pozzuoli. Lo stadio sepolto torna alla luce
Il progetto Campi Flegrei ha finanziato l'intervento di recupero e valorizzazione dell'antico stadio di Puteoli, costruito dall'imperatore Antonino Pio per onorare la memoria del padre Adriano. Il sito è stato dimenticato per secoli, ma grazie a lavori in corso della soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta, si sta cercando di recuperare tutto ciò che è stato salvato. Il stadio è stato costruito sul luogo dove furono deposte le spoglie mortali di Adriano e ha un carattere greco-orientale. La sua presenza tornerà a Pozzuoli a renderlo un altro punto di forza dell'attrattore turistico Campi flegrei. Il progetto è finanziato con 3,5 milioni di euro.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo