Restauri urgenti per una delle più famose fontane di Roma. È quella dei Fiumi del Bernini in piazza Navona, già sottoposta negli ultimi tempi ad un'attenta opera di studio e di monitoraggio da parte dell'Istituto centrale del restauro. «I lavori partiranno entro la fine di questo mese - annuncia il sovrintendente ai Beni ambientali e architet-tonici, Luciano Marchetti - Saranno ripulite e risistemate tutte le sculture, sia quelle antropomorfe che i leoni e gli animali fantastici del basamento. Non si poteva più aspettare». Interventi talmente necessari, per cui si parte, anche se tutti i fondi non sono ancora disponibili. Tant'è vero che si inizia dalla parte scultorea, mentre l'obelisco per il momento non verrà toccato; i lavori per l'obelisco egizio originariamente posto nel Circo di Massenzio «partiranno verso ottobre-novembre», aggiunge Luciano Marchetti. Ma la principale scommessa di questo restauro è quella dei ponteggi. «Faremo una riunione dopodomani - spiega il sovrintendente ai Beni culturali del Comune Eugenio La Rocca - perché questa fontana è un monumento essenziale del paesaggio cittadino romano e non può restare celata troppo o troppo a lungo. Quindi bisogna esaminare con grande attenzione le impalcature». Inoltre per Eugenio La Rocca, poiché non sono del tutto terminati i restauri della chiesa di sant'Agnese in Agone, «si dovrà cercare di non inserire troppe strutture di questo tipo nella stessa zona». Secondo il sovrintendente ai Beni architettonici Luciano Marchetti verranno studiate particolari installazioni che lascino il più possibile libera la visione dei quattro fiumi: «Probabilmente - conclude - lavoreremo su un solo complesso scultoreo alla volta. L'importante, però, è riuscire a intervenire, non aspettare troppo». Urgenza confermata dal direttore dei lavori, l'architetto Anna Maria Pandolfi: «Basta pensare che anche di recente, a dicembre - spiega - è caduta una parte del panneggio del fiume Nilo. È stata recuperata ed adesso verrà risistemata. Per questo i primi interventi - aggiunge Anna Maria Pandolfi - saranno in tutte le aree a rischio. Poi si farà una ricognizione sistematica di tutte le superaci della fontana e della situazione delle strutture. Ma questo sarà possibile quando ci si potrà avvicinare con i ponteggi. Vi saranno anche - aggiunge - indagini specifiche sull'inquinamento ambientale della piazza, con apparecchiature per il rilevamento dei dati installate su un pulmino attrezzato non lontano dalla fontana». I tempi? «Per questa prima fase - risponde la direttrice dell'Istituto centrale del restauro, Caterina Bori Valsassina - sei mesi dovrebbero bastare». Ma accanto ai ponteggi ormai quasi smontati della chiesa di Sant'Agnese in Agone ha fatto la sua comparsa una misteriosa struttura pubblicitaria in legno e in vetro: una sorta di chioschetto che distribusice gratuitamente acqua minerale di una nota marca, con pannelli illustrativi del restauro della chiesa.