Fa discutere la proposta del ministro Buttiglione di istituire "pedaggi" per i monumenti. Il no del Comune Il ministro dei Beni Culturali, Rocco Buttiglione, ha rilanciato l'idea di fare pagare il biglietto per visitare il Foro romano: «Solo in questo modo possiamo curarlo un po' meglio. I reperti sono tantissimi e bellissimi, ma nessun turista capisce niente perché mancano le condizioni di fruibilità». Il soprintendente Angelo Bottini, che ben conosce l'ostilità del Campidoglio a questa soluzione, ha ipotizzato uno scenario di mediazione: facciamo pagare il biglietto solo in alcune aree specifiche, dove è comunque necessaria una maggiore vigilanza. «Il primo esempio potrebbe essere Santa Maria Antiqua, dove i lavori di restauro e recupero si stanno avviando alla conclusione, contiamo che tutto sarà finito entro l'estate». Ma dall'assessore alla Cultura, Gianni Borgna, arriva un no fermo anche a questa ipotesi: «Prima bisognerà realizzare il parco archeologico. Voglio sperare che non si pensi di fare delle forzature». -------------------------- Foro romano, il Comune "strappa" il biglietto Buttiglione lancia il ticket, Borgna si oppone: «No a forzature». Bottini: c'è una soluzione intermedia ----------------- Come trovare le risorse da destinare alla tutela e al restauro dei monumenti di Roma? Il ministro dei Beni Culturali, Rocco Buttiglione, lo dice apertamente: facendo pagare il biglietto ai visitatori, ad esempio al Foro romano. Il soprintendente archeologico Angelo Bottini osserva: l'idea dell'accesso a pagamento è una delle ipotesi a cui abbiamo pensato, ma non è condivisa dal Campidoglio, si potrebbe però trovare una soluzione intermedia, prevedendo il biglietto per alcune aree particolari, che stiamo riaprendo al pubblico. Come Santa Maria Antiqua, dove contiamo di terminare i lavori entro l'estate. Ma l'assessore alla Cultura del Comune di Roma, Gianni Borgna, non condivide neppure la mediazione: Foro romano gratuito, Via Sacra senza biglietto, limitazioni e ticket però per alcuni monumenti particolari. Così si tornerebbe indietro, è la tesi di Borgna, non si possono applicare soluzioni unilaterali da parte del Governo. «Semmai - dice Borgna -, quando sui Fori imperiali saranno terminati gli importantissimi scavi voluti dal Comune, che hanno consentito ritrovamenti molto significativi, allora si potrà realizzare il progetto di una grande parco archeologico: in quel caso allora si può ipotizzare, per le parti di valenza più museale, un biglietto. Anche al Foro romano. Ma farlo prima della creazione del parco archeologico sarebbe un errore». Sono queste, in sintesi, le posizioni sull'introduzione del ticket al Foro romano (la cui competenza è dello Stato, mentre per i Fori imperiali è del Comune), e girano attorno a un problema fondamentale per una città come Roma, che ha visto lanciare l'allarme - purtroppo non il primo che riguarda il patrimonio archeologico della Capitale - sul Palatino, per il quale è necessario un piano di risanamento. Risorse economiche. Il ministro dei Beni Culturali, Rocco Buttiglione, ieri ha affrontato due ordini di problemi. Il primo è quello su una sorta di ticket per le città d'arte, «non mi scandalizza», e ha portato come esempio Venezia, ipotizzando un biglietto da 10 euro per «città che sono musei a cielo aperto». Poi Buttiglione ha spostato l'attenzione su Roma. «Il ticket - ha detto - potrebbe essere adottato al Foro romano: perché con i soldi dei biglietti si potrebbe curarlo meglio. I reperti sono tantissimi e bellissimi ma nessun turista capisce niente, mancano le condizioni di fruibilità, mancano i cartelli». Si possono usare i soldi dei biglietti anche per il restauro della Domus Aurea? «Sarebbe bello, ma un po' demagogico», è stata la replica del ministro. Che ha anticipato: «Stiamo elaborando una soluzione, spero di poterla annunciare già la prossima settimana quando il piano sarà completato». Il soprintendente Bottini entra più nello specifico sul Foro romano, considerando anche la contrarietà espressa dal Campidoglio all'ipotesi, già emersa in passato, di un biglietto di entrata. «E' inutile nasconderlo - premette Bottini - siamo alla disperata ricerca di finanziamenti per il restauro e la conservazione dei nostri monumenti. Come reperirli? Dai biglietti dei visitatori? Dalle tasse? Per il Foro romano, comunque, si può ipotizzare una soluzione intermedia: vi sono aree di grande valore che stiamo recuperando e che contiamo di riaprire al pubblico. Ma per la loro natura, per la loro tutela ma anche per la sicurezza dei visitatori serviranno sorveglianza, regolazione dell'accesso. Ecco, qui si potrebbe decidere di fare pagare il biglietto di entrata. Il primo esempio, nel Foro romano, sarà Santa Maria Antiqua, per l'estate contiamo di avere terminato l'intervento. Un'altra area, successivamente, in cui si potrebbe applicare in modo analogo questa formula è la Casa delle Vestali. Resterà garantita la passeggiata, sulla Via Sacra, dal Colosseo al Campidoglio». L'assessore Borgna, però, frena e dice: adesso no, non facciamo forzature. Può essere una soluzione per il futuro, quando ci sarà il parco archeologico, non ora. Borgna: «Fare pagare l'accesso al Foro romano sarebbe un passo indietro. Sui Fori imperiali, di nostra competenza, abbiamo investito risorse per gli scavi, ci avviciniamo alla conclusione. Dopo si potrà dare vita al progetto di parco archeologico, sfruttando anche tecnologie innovative, per favorire la comprensione dei visitatori. E in aree circoscritte, quelle più "museali", ci potrà essere il pagamento del biglietto. C'è il precedente del Mercato di Traiano». Ma come trovare le risorse allora? «Ci sono strade nuove, come il coinvolgimento di sponsor e partner privati. Ma è soprattutto una questione di scelte, evidentemente il Governo privilegia altro, rispetto alla cultura e alla tutela dei monumenti. Il Comune, pur con le difficoltà finanziarie di questi anni, ha invece investito molto per gli scavi ai Fori imperiali. Ripeto: è una questione di scelte».
Prove tecniche di ticket al Foro Bottini: A Santa Maria Antiqua primo esempio di ingresso a pagamento
Il ministro dei Beni Culturali, Rocco Buttiglione, ha proposto di istituire "pedaggi" per i monumenti di Roma, come il Foro romano, per curarli meglio. Il Comune di Roma, invece, si oppone fermamente a questa idea. L'assessore alla Cultura, Gianni Borgna, ha detto che prima bisognerà realizzare il parco archeologico e che non si possono applicare soluzioni unilaterali da parte del Governo. Il soprintendente Angelo Bottini ha ipotizzato una soluzione intermedia, prevedendo il biglietto per alcune aree specifiche, come Santa Maria Antiqua, ma Borgna ha frenato e ha detto che non si possono fare forzature.
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