In settimana il gip fisserà la data dell'udienza preliminare per il prelato I furti dei calici del XV secolo e del quadro attribuito a Marracci risalgono agli anni Settanta mentre la scomparsa del Paliotto sarebbe avvenuta all'inizio del 1994 LUCCA. Finirà sotto processo per ricettazione continuata oppure il caso Ghilarducci è destinato a ridimensionarsi? Venerdì mattina il giudice delle indagini preliminari Letizia Di Grazia - sul cui tavolo si trovano le perizie del consulente che lei stessa ha nominato e quelle dei due periti della difesa - fisserà la data dell'udienza preliminare nella quale verrà deciso il destino giudiziario dell'ex responsabile dei beni della Curia. Il tutto mentre i carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico di Firenze continuano a lavorare sia sugli oggetti sacri (circa un migliaio) rinvenuti nell'appartamento in via dell'Arcivescovado 24 sia sulle movimentazioni bancarie dell'alto prelato. La difesa Ghilarducci - formata dagli avvocati Gilberto Gattai e Fabrizio Lemme - in una nota ribadisce che, al di là dello scontro peritale, soltanto il giudice potrà decidere sulla causa in corso: «Come difensori di monsignor Ghilarducci precisiamo che corrisponde al vero che il dottor Angelo Tartuferi, perito nominato dal gip in sede d'incidente probatorio, abbia accertato la provenienza da reato degli oggetti rinvenuti nell'abitazione del nostro assistito e oggetto di contestazione da parte del pm. Ma è tutta d'accertare la consapevolezza, da parte di mons. Ghilarducci, della provenienza da reato delle cose da lui acquistate che costituiscono solo il 5 per 1000 di tutti i beni culturali da lui posseduti e, che gli furono venduti da noti ed apprezzati antiquari. Sempre in riferimento alla provenienza da reato le conclusioni del dottor Tartuferi risultano assolutamente conflittuali con le conclusioni proposte dai nostri consulenti da parte e quindi solo il giudice potrà dire quale delle opinioni ritenga preferibile ai fini del giudizio. Questo per evitare che in sede mediatica siano pronunziati giudizi sommari». Ma al di là dell'esame peritale determinante per arrivare ad una decisione da parte del gip sarà importante anche stabilire se i reati commessi rientrano o meno nella legge Cirielli sulla prescrizione. Ghilarducci è accusato di ricettazione continuata. La procura gli contesta la de-tenzione di sei oggetti di provenienza illecita o furtiva. Calici, quadro e vasi che - ammesso e non concesso si tratti proprio di quelli rubati nelle varie chiese -sono stati trafugati in epoche differenti. Nel caso della ricettazione continuata l'eventuale reato si prescrive in quindici anni. Cosa può accadere se il tempo da cui far partire la prescrizione coincide con la data del furto messo a segno nelle varie chiese? Che per almeno tre dei sei oggetti rinvenuti nell'appartamento di Monsignore la scure della legge Cirielli si sarebbe già abbattuta sulle contestazioni dell'accusa. I due calici - quello a forma gotica in rame dorato riferibile alla produzione del XV secolo e quello in bronzo dorato - risulterebbero essere rubati rispettivamente nella notte tra il primo e il 2 luglio 1973 dal Santuario di S. Maria del Suffragio a Grotte di Castro (Viterbo) e il 1 febbraio 1979 dalla chiesa di S. Biagio a Ferentillo (Terni). Mentre il quadro del Matracci sarebbe sparito dalla chiesa dei santi Ippolitq e Cassiano di Gello di Pescaglia agli inizi degli anni Settanta. Restano i vasi di farmacia - due pillolleri in maiolica recanti le scritte «P. Avrea» e «Pili De Cum Rabhar» che il perito del gip ritiene sottratti al museo storico di Arte Sanitaria a Roma il 14 aprile del 2000 e che il prelato sostiene di aver acquistato in un mercatino d'antiquariato - e il paliotto in marmo scolpito sottratto dalla chiesa dei SS Cosma e Damia-no a Napoli nel 1994.
Lucca. Caso di mons. Ghilarducci. Ricettazione, prescritti alcuni episodi
Il gip fisserà la data dell'udienza preliminare per il prelato Ghilarducci, accusato di ricettazione continuata per i furti dei calici del XV secolo e del quadro attribuito a Marracci. I carabinieri continuano a lavorare sugli oggetti sacri e sulle movimentazioni bancarie dell'alto prelato. La difesa Ghilarducci ribadisce che il giudice potrà decidere sulla causa in corso. Il perito Angelo Tartuferi ha accertato la provenienza da reato degli oggetti, ma le conclusioni sono conflittuali con quelle dei consulenti della difesa.
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