L'antica torre degli arcieri finisce in un negozio di largo Carrobbio. «Un pezzo di storia a disposizione dei milanesi» Scusi, la torre degli arcieri, con quel che resta delle mura romane? È lì, in vetrina. Suggestivo. Succede a Milano, sulle tracce della cerchia originaria della città antica, sona Ticinese, fin dentro il cuore urbano. Largo Carrobbio 4 (ma non cercate la numerazione perché non c'è), due vetrine di fresca inaugurazione: arancio e nero i colori, minimale il design, belle le linee di Giorgio Fedon 1919, pelletteria raffinata e, dietro, resti archeologici importanti. Si può? «Si deve sorride Vincenzo di Venosa, direttore vendite dell'azienda di Vallesella, in Cadore la torre degli arcieri è uno scampalo di memoria che va ammirato, il resto corre nascosto, fino alle mura sotto la discoteca Carrobbio, dall'altra parte del largo». Un bene archeologico con il negozio intorno. Sorprendente. «In pieno accordo con i Beni archeologici, nel rispetto dei vìncoli paesaggistici, un patto con l'arte: mantenere l'aspetto visivo della torre e aprire le porte agli amanti della storia, studenti compresi. In fondo, quello che c'è da vedere, compresa la scala a chiocciola di ferro che pare della fine '800, lo si può godere già dall'esterno della vetrina». A dir la verità, accanto al negozio, sopravvive una colonnina informativa ridotta assai male. «Dopo aver creato una nuova illuminazio-ne della torre, volevamo rifare anche la palina precisa Vincenzo di Venosa ma ci vogliono mille permessi. Se Milano trattasse l'arte come Firenze o Venezia o Roma...». Intanto, lo sguardo sale alla feritoia della torre, che guarda verso Genova («forse il nemico veniva da quella direzione»). Resti di Mediolanum altrimenti persi.
Scusi, le mura romane? In vetrina al Ticinese
La torre degli arcieri, un antico monumento di Milano, è stata trasformata in un negozio di largo Carrobbio. La torre, con resti delle mura romane, è stata conservata e presentata in una vetrina, con un design minimalista e linee raffinate. Il negozio è stato aperto con il permesso dei Beni archeologici e nel rispetto dei vincoli paesaggistici. La torre è stata mantenuta visivamente integra, con la scala a chiocciola di ferro e la feritoia che guarda verso Genova. La colonnina informativa accanto al negozio è stata ridotta. La trasformazione è stata realizzata con il permesso dei Beni archeologici e con il rispetto dei vincoli paesaggistici.
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