Seicento artisti romani sono stati invitati per martedì pomeriggio in Campidoglio. L'occasione? «Arte nella città che cambia», ovvero conoscere come le trasformazioni previste dal piano regolatore aprano nuove opportunità per il loro mondo. Saranno accolti nella sala della Protomoteea dal sindaco Walter Veltroni e dall'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut che illustreranno come «la rinnovata applicazione di una lontana legge, la numero 717 del 1949 - spiega Roberto Morassut - ripresa in una nuova delibera permette di destinare il 2 delle opere pubbliche che si costruiranno a progetti d'arte per i nuovi quartieri». E così fontane, sculture, mosaici adoperiamo le periferie con i primi 25 milioni di euro, che arrivano dai 600 milioni di euro previsti per opere pubbliche nel recupero degli ex articoli 11. Saranno progetti completi per piazze o quartieri. E nella delibera «Promozione dell'arte nelle opere pubbliche e nei programmi urbanistici attuativi» è scritto anche che gli interventi di arredo urbano possano essere affidati agli studenti di Belle arti per importi fino a 500 mila euro. E il primo dei passi per rendere Roma capitale anche dell'arte moderna: l'altra è una Memoria di giunta che regolamenta gli «Atelier», gli studi degli artisti, che soffrono nel non avere normative precise e finiscono per essere «multati», o perché anche abitazione oltre che laboratorio di pittura, o perché «officina» e non luogo dove si scolpisce. Le nuove nonne dicono che «lo studio d'artista è luogo di lavoro e di ricerca dotato di una specifica connotazione» e che vi possono essere vani di carattere abitativo per il 30 dello spazio. «Sono altre iniziative per lo sviluppo della creatività nell'architettura, nel design, nelle arti figurative - aggiunge Morassut - È la ripresa di un filone di arte figurativa che era molto vivo in questa città, al punto da dare il nome alla "Scuola romana" e che sì è smarrito nel tempo». A salire le scale della Protomoteca martedì pomeriggio, con pittori come Paolo d'Orazio o gli «Starter», che con la loro arte di denuncia sono intervenuti a Corviale, vi saranno anche i componenti della commissione che ha dato vita ai due documenti: dalla professoressa Patrizia Ferri del Miur-Afam con il direttore generale del Miur Giorgio Bruno Civello, a Daniela Fonti, della facoltà di architettura Valle Giulia, al sociologo Alberto Abruzzese, ai rappresentanti dell'Archivio d'arte Crispolti, Manuela Crescentini ed Enrico Crispolti. Lilli Garrone
Roma città d'arte, protetti gli studi
Martedì pomeriggio, 600 artisti romani saranno invitati al Campidoglio per conoscere come le trasformazioni previste dal piano regolatore aprano nuove opportunità per il loro mondo. Saranno accolti dal sindaco Walter Veltroni e dall'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut, che illustreranno come la rinnovata applicazione della legge 717 del 1949 permette di destinare il 2 delle opere pubbliche a progetti d'arte per i nuovi quartieri. I progetti saranno completi per piazze o quartieri e gli studenti di Belle arti potranno partecipare con importi fino a 500 mila euro.
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