Un po' di pioggia, qualche raffica di vento e l'ennesimo edificio storico del centro citadino si sgretola. É accaduto l'altro ieri intorno alle 13: dalla facciata della chiesa di Santa Trinità sì sono staccati alcuni frammenti di pietra che per poco non hanno colpito dei passanti. Colpa delle precipitazioni e del libeccio? Sicuramente. Ma anche della scarsa cura a cui sono sottoposti i nostri monumenti. A dirlo è il numero uno dei beni artistici e culturali della Toscana, Antonio Paolucci, che dà la colpa sia alla mancanza di soldi sia di cultura. Dopo l'accaduto, l'altro ieri è subito scattato l'allarme, sono intervenuti i Vigili del Fuoco che hanno transennato la zona e rimosso altre scaglie pericolanti. Ma adesso la facciata deve essere sottoposta a un'attenta indagine e al necessario restauro. La soprintendente per i beni architettonici, Paola Grifoni, prima ha gettato acqua sul fuoco, poi ha affermato che l'ennesimo incidente poteva essere evitato se solo ci fossero più soldi. «Niente di grave - ha detto - sono caduti dei piccoli pez-zetti. Ma non si può negare che ci siamo allarmati e così ho chiesto di andare a vedere da vicino la situazione. I pezzi staccati provenivano da "una voluta di un capitello sul lato sinistro, dove si sono verificate delle pergolazioni di acqua. II vento di ieri (l'altro ieri per chi legge, ndr) li ha fatti cadere, e ne ha allentati altri che sono stati subito rimossi. Lunedì mattina (cioè domani, ndr) interverremo con un carrello: penso si tratti di una cosa semplice. Purtroppo la colpa è delle pietre di arenaria di Firenze. Per quanto si intervenga, ogni 10-15 anni si ripresentano gli stessi problemi. Con il travertino, ad esempio, tutto questo non accadrebbe. Certo poter fare controlli più ravvicinati -ha proseguito la Grifoni - sarebbe ideale, ma questo comporta costi più alti ed è noto che i soldi non ci sono. Quello delle manutenzioni periodiche una volta era il sistema migliore. Oggi questo genere di interventi preventivi non si fanno più, dobbiamo basarci su un programma ridotto a causa della scarsità delle risorse». Il tono della soprintendente cambia quando le ricordiamo che, tanto per fare un esempio, da oggi è esposta a Palazzo Medici Riccardo il Polittico dell'Intercessione di Gentile da Fabriano il cui restauro è costato 90mila euro (messi a disposizione dalla Indesit), ma la mostra di soli 2 mesi che ne celebra il recupero, ha comportato una spesa (a carico della Provincia) di 70mila euro. «É una cifra allucinante - ha detto la Grifoni - e non è la più alta. Anche quella è cultura, lo so, ma per un periodo limitato, e poi ci si lamentiamo se gli edifici cadono a pezzi. A noi addetti ai lavori sono cose che ci lasciano perplessi. Per le province di Firenze, Prato e Pistoia, per il 2006, la mia soprintendenza ha a disposizione solo un milione e 700mila euro. Da solo il capoluogo di regione avrebbe bisogno di molti più soldi. Ma questi sono problemi generali...». D'altronde quello di due giorni fa non è che l'ennesimo (e purtroppo temiano che non sarà l'ultimo) episodio del genere: nel 2004 sì staccarono dei frammenti dalla Loggia dei Lanzi; lo scorso ottobre venne giù un pezzo del «rimpello» del Bargello e ora Santa Trinità. Il soprintendente Paolucci, in questo caso direttore regionale dei beni culturali, conferma le affermazioni della Grifoni: «Sì è vero, non si è mai fatta manutenzione. Bisognerebbe che tutti i monumenti periodicamente venissero controllati, ma non ci sono soldi e questo non si può fare, perché manca sia la cultura sia i soldi». Allora viene da chiedersi: perché, ad esempio, il Comune ha gettato via una montagna di soldi per Firenze Mostre, altri nel «Progetto Quarter» appena naufraga oppure impiegato risorse per altri interventi di minore importanza? Non sarà che invece delle pietre, a Firenze si sta sgretolando la cultura e la considerazione del nostro patrimonio? La risposta, se pur parziale, indirettamente arriva ancora una volta da Paolucci: «Bisognerebbe fare un cartello di accordo tra enti locali, belle arti del Comune e soprintendenza etc... e concordare su questo. Non si è mai fatto e ora non si può fare perché non ci sono i soldi. Quando ci saranno ci metteremo d'accordo e lo faremo». La speranza è l'ultima a morire, dice un proverbio popolare, ma nell'attesa perché non sperimentare forme alternative di reperimento di fondi da destinare proprio agli interventi più urgenti? Perché non provare la vìa delle grandi sponsorizzazioni? Il turista viene a Firenze per Firenze. Poi va anche agli Uffizi e a stordirsi di fronte al David. Ma la molla resta la città nel suo insieme. Se questa si sgretola e non si inverte la tendenza del dannoso disinteresse, presto dovremo trovare qualche altra forma di attrazione.
Nessuna manutenzione sui monumenti. Dopo il crollo a S. Trinità, Paolucci preoccupato: Servono controlli che invece non si fanno
Ieri pomeriggio, intorno alle 13, dalla facciata della chiesa di Santa Trinità a Firenze sono caduti alcuni frammenti di pietra. La colpa è attribuita alle precipitazioni e al vento. La soprintendente per i beni architettonici, Paola Grifoni, ha affermato che l'incidente poteva essere evitato se solo ci fossero più soldi per le manutenzioni. La Grifoni ha anche criticato il sistema di interventi preventivi, che non si fa più a causa della scarsità delle risorse.
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