I preparativi per il lancio in grande stile della Fondazione per la cultura vanno avanti a tutto vapore. E l'ultima novità in ordine di tempo è che presto anche la gestione dei musei comunali e provinciali passeranno armi e bagagli (quindi dipendenti compresi) dai due enti pubblici alla gestione diretta della Fondazione. Di questo almeno è convinto il consigliere di Forza Italia Gabriele Toccafondi che ha studiato le carte della nuova Fondazione, delibere di trasformazione e statuto compresi. «Lo statuto della nuova Fondazione (20 articoli) e la delibera già votata dalla giunta comunale (la n 00084 del 7 febbraio) parlano chiaro spiega la fondazione della cultura è solo la trasformazione della spa Firenze Mostre e rischia quindi di ereditarne tutte le magagne». L'azzurro rifa i soliti due conti sulle perdite: «4 milioni di euro dal 2003 al 2005» e ancora «quasi un milione di perdite ripianate dai soci nel 2005 nonostante il sostanzioso contributo d'ingresso nella spa versato dalla Provincia». Ma, visti i dati di partenza della fondazione, «cosa impedirà chiede - che i bilanci non ricalchino quelli della gemella siamese spa?». «La sola novità prevista insiste Toccafondi pare sia scritta nelle delibere gemelle di Comune e Provincia e nello statuto della Fondazione. Oltre a gestire, creare, valorizzare attività culturali c'è la gestione...di strutture fisse aperte al pubblico, degli istituti e dei servizi museali e culturali ad essa affidati". Ovvero la fondazione gestirà i musei comunali e provinciali. E qui si aprono scenari poco chiari soprattutto sul personale ora dipendente degli enti locali, sugli incassi attualmente fonte di entrata importante del Comune, ed infine sul ruolo di chi da privato questo lavoro già lo svolge come 'servizi museali' in vari musei statali e privati». In realtà che la Fondazione dovesse avere fra i suoi compiti anche la gestione dei musei comunali e provinciali è una indicazione già contenuta nella «Relazione previsionale e programmatica 2006-2008» già resa nota da Palazzo Vecchio. Ma è una soluzione che il consigliere di Forza Italia giudica con durezza: «Comune e Provincia stanno lavorando sodo per fare un consiglio comunale e provinciale congiunto il 7 marzo. E i soci fondatori sono per ora tre: Comune, Provincia e Camera di Commercio. Ognuno di questi deve versare 2 milioni e 400mila euro in tre anni. La Camera chiuderà i suoi conti in due anni (1.600 mila euro nel 2006 e 800mila euro nel 2007). Dal 2007 ci saranno gli introiti dei musei, ma, visti gli impegnativi programmi, che fine hanno fatto i "fuochi d'artificio' imprenditoriali tante volte annunciati?»