Ca' Rezzonico "trasformato" sia pure por un giorno. a line marzo in una casa d'aste per la seduta d'esordio della San Marco, la nuova società fondata da Semenzato. Il caso fa discutere la città, sollevando opinioni diverse sull'opportunità che il Salone da Ballo di un museo come quello del Settecento veneziano venga affittato dal Comune per una vendita di dipinti antichi che pure si annuncia prestigiosa. «Personalmente trasecolo per questa iniziativa di cui non sapevo nulla - commenta il sovrintendente del polo museale veneziano Giovanna Nepi Scirè Capisco che il Comune si trovi in difficoltà economiche o che l'occasione faccia l'uomo ladro, ma non mi sembra questo l'uso consono a un museo. Per quanto mi riguarda, posso garantire che finché ci sarò io nulla di simile potrà accadere alle Gallerie dell'Accademia». Di opinione assolutamente opposta a quella del sovrintendente e invece il professor Marco De Michelis, preside della Facoltà di Design e Arti di IUAV. «Personalmente commenta non vedo mercanti da scacciare dal tempio, perché il mercato dell'arte antica, con le sue aste, è pienamente legato anche al ruolo dei musei. Se le opere sono di qualità, dunque, nulla da eccepire o da scandalizzarsi, perché vengano "battute" a Ca' Rezzonico. Il problema, semmai, e che il Comune utilizzi al meglio per l'attività Istituzionale dei suoi musei le risorse cosi raccolte». Problematico è il parere di Alvise Zorzi, presidente dei Comitati privati per la salvaguardia di Venezia. «Valutare un'iniziativa come questa e difficile commenta Zorzi -- perché capisco che il Comune, con la carenza di fondi di cui dispone, abbia bisogno ili attrarre risorse anche con iniziative di questo tipo. D'altra parte, ospitare una seduta d'asta a Ca' Rezzonico rischia di creare un precedente pericolosissimo, che può portare a una progressiva svendita dell'immagine dei musei della città. Decisamente contraria Italia Nostra, come illustra anche il professar Gherardo Ortalli, consigliere della sezione veneziana del l'associazione di tutela monumentale. "I musei devono restare tali commenta Ortalli e per questo Italia Nostra è sempre stata contraria anche all'uso di Ca' Rezzonico per cene o altro iniziative mondane pur legate alta raccolta di eventuali fondi. Per questo anche l'idea di ospitare in questo museo una seduta d'asta, non può che vederci radicalmente contrari." La questione, pertanto, resta dibattuta, anche se da parte della San Marco Aste si sottolinea ancora come il nuovo Codice dei Beni Culturali consenta pienamente di ospitare nei musei iniziative di questo tipo, che la società di cui Franco Semenzato è presidente onorario ha concordato direttamente con il sindaco Massimo Cacciari, proprio per iniziare nel modo migliore l'asta di apertura della società, dopo l'uscita da Finarte.