«Rinchiudere l'opera di De Chirico in un museo? Mi sembra un modo per non affrontare il problema». E' sconsolata Milly Moratti (Verdi), membro della commissione parchi e giardini a Palazzo Marino: alza la cornetta del telefono e lascia cadere la penna con cui sta scrivendo l'ennesimo rapporto sul restauro della Scala, di cui, più che paladina si sente un poco inascoltata come Cassandra. «La Fontana di De Chirico a Parco Sempione - dice Moratti - non è ne il primo né l'ultimo esempio di opera d'arte che il Comune ha trascurato e trascurerà». Segue un elenco dolente di nomi e luoghi cui è difficile tenere testa anche con una mappa della città spiegata di fronte. «Per Palazzo Marino - continua Moratti -, i monumenti sono orpelli più che gioielli. Utili finché non costano, privi di importanza sociale o paesaggistica, che valgano loro un piccolo lifting, quando cominciano ad accusare i segni del tempo. Questa opposizione ha fatto diverse mozioni anche per le lapidi cittadine ma "è due bilanci" che il Comune non trova i soldi necessari».Per Moratti il recupero del De Chirico abbandonato, unico esempio, nella carriera del geniale artista, di arte pubblica che il maestro realizzò proprio per Milano, ha diverse pecche. Punto primo, lo sponsor «I privati intervengono una tantum, ma, pur risolvendo l'emergenza, questo meccanismo non insegna a chi amministra né a tutelare il patrimonio che si possiede, né crea una vera cultura della manutenzione dei monumenti». Punto secondo, la proposta di musealizzare gli originali e la collocazione a Parco Sempione di copie dell'opera. «Le sculture di De Chirico hanno sofferto abbastanza per la mano dei vandali e il clima di Milano, ma rinchiuderle in un museo, quando furono pensate per uno spazio aperto, non mi sembra una soluzione. Inoltre sarei più d'accordo con questa soluzione solo di fronte ad un progetto che garantisca un'adeguata collocazione, sennò e come la proposta di musealizzare nella nuova fiera il palco della Scala. L'onta pesa meno perché il monumento non è più sotto i nostri occhi». Per Moratti un'occasione per fare il punto della situazione potrebbe essere la sistemazione di parco Sempione: «Quando Central Park era preda dei vandali, New York lo ha fatto rivivere con un intervento che vi ubicava nuovi servizi, non che lo privava anche di ciò che già possedeva». Per Salvatore Carruba, assessore a Cultura e Musei l'occasione potrebbe già presentarsi la settimana prossima quando si riunirà la Commissione Monumenti. «Se i soldi ci sono e il problema è l'unanimità sul progetto fra Enti competenti, anche in passato il Comune è riuscito a risolvere il problema in breve, senza ritardare ulteriormente i lavori».
Dalla Scala a De Chirico: così Milano uccide i monumenti
Milly Moratti, membro della commissione parchi e giardini a Palazzo Marino, è sconsolata per il trattamento riservato alla Fontana di De Chirico a Parco Sempione. Moratti sostiene che il Comune ha trascurato l'opera d'arte e che i monumenti sono orpelli più che gioielli. Ha fatto diverse mozioni per le lapidi cittadine, ma il Comune non trova i soldi necessari. Moratti critica la proposta di musealizzare gli originali e la collocazione a Parco Sempione di copie dell'opera. Sostiene che le sculture di De Chirico hanno sofferto abbastanza per la mano dei vandali e il clima di Milano, e che rinchiuderle in un museo non è una soluzione.
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