Il suo nome cominciò a circolare già prima di Natale e lo scorso 22 dicembre lo anticipammo sulle pagine de il Giornale della Toscana. Fulvia Lo Schiavo da due giorni è stata nominata nuovo soprintendente ai beni archeologici della Toscana e ieri ha fatto la sua prima visita nel suo nuovo posto di lavoro. Entrata nel 1973 nell'amministrazione dello Stato, Fulvia Lo Schiavo ha lavorato fino al 1999 in Sardegna presso la soprintendenza ai Beni archeologici per le province di Sassari e Nuoro, per 12 anni come reggente e 9 come soprintendente. In seguito ha vinto il concorso per dirigente di ricerca del Cnr nel settore di cui è specialista, gli studi delle civiltà dell'Egeo e del vicino Oriente (storia mediterranea). Ora è giunta a Firenze e l'aspetta un lavoro sicuramente oneroso. Le abbiamo chiesto di spiegarci quali saranno le linee guida della sua azione. «Prima di tutto mi occuperò della rivalutazione del capitale umano - ha detto Lo Schiavo - perché qui ho trovato degli operatori splendidi e di chiara fama, purtroppo in qualche caso affetti da crisi d'identità e da eccessiva modestia. Ecco, comincerò proprio da qui». Praticamente l'intenzione di Fulvia Lo Schiavo è quella di agire in prospettiva per quanto riguarda la soprintendenza che ha appena iniziato a gestire: «Bisognerà pensare ad un programma di concorsi - ha detto - e a rimpinguare gli organici. L'età media dei dipendenti è alta, è necessario far entrare forze giovani. Poi concentrerò i miei sforzi sul museo archeologico - ha proseguito con piglio deciso - , un lavoro che ha già iniziato la reggente Carlotta Cianferoni. In tal senso abbiamo già molti progetti e quanto prima divulgheremo le informazioni sui nostri programmi. Certo è che il primo impegno è la preparazione del programma dell'archeologico da inserire nella settimana della Cultura a marzo. Posso garantire che abbiamo delle idee dirompenti». C'è poi una terza linea guida lungo la quale si svolgerà l'azione della neo-soprintendente: «Quindi mi occuperò del centro di restauro che è un po' la nostra perla. Questo è essenziale e deve tornare com'era. Così come il museo di Firenze che ha una collezione incredibile. E forse se non tutti lo sanno è perché molto di questa collezione non è stata presentata. Anzi già ci stiamo attivando per organizzare una mostra dedicata alle opere restaurate o ancora in restauro dopo l'alluvione. Proprio per questo vorremmo inaugurarla il prossimo 4 novembre. Grazie all'impegno di chi mi ha preceduto - ha aggiunto - non partiamo da zero così come sono sicura che abbiamo delle belle cose da far vedere». A tutto ciò si aggiunge la consueta questione dolente dei finanziamenti. La neo-soprintendente della Toscana non si nasconde anche le difficoltà, in primo luogo quelle che tutte le soprintendenze d'Italia si trovano ad affrontare: l'esiguità dei finanziamenti. Fulvia Lo Schiavo non usa mezzi termini: «Più giù di così non possiamo andare. Siamo alla totale non sussistenza e il livello di risorse destinate a noi è una vergogna. Non è possibile che in Italia si sia sotto l'1 per cento. Su questo fronte delicatissimo bisognerà combattere uniti e a tal proposito ho notato che l'opinione pubblica si è mossa. Al tempo stesso mi aspetto un cambiamento da parte di chi deve gestire le risorse, perché il nostro patrimonio è vasto e in gran parte da rivalutare. Nonostante tutto, però sono ottimista». Infine una domanda sul suo futuro: cosa c'è di vero che, dopo una parentesi toscana, tornerebbe volentieri in Sardegna? «Non ci penso neanche. Mi hanno mandato qui e io sono felicissima di esserci».