Sotto il nero e ' era un tesoro UN'OPERA misteriosa e un restauro impossibile. L'opera è il «Polittico dell'Intercessione», dipinto da Gentile da Fabriano durante il suo soggiorno fiorentino intorno al 1425. Una tavola di 2,40x0,97 metri, assolutamente anomala rispetto alle pale d'altare fiorentine, verticali, con al centro Madonne con Bambino. Un dipinto lungo e stretto, con la rappresentazione di Cristo e la Vergine davanti a Dio, ai lati la resurrezione di Lazzaro e i santi Cosma, Damiano e Giuliano e San Bernardo. Un polittico sconosciuto persino aVa-sari, citato perla prima volta solo nel 1862 in un inventario dei beni ecclesiastici passati allo Stato e conservato nella sacrestia della chiesa di San Niccolo Oltrarno. Dati troppo scarni per l'opera di un artista famoso e richiesto come Gentile da Fabriano, tanto da far pensare che non ne fosse l'autore. In più, un restauro ottocentesco più che sconsiderato, ha grattato parte delle preziose lacche della superficie pittorica e infine un incendio scoppiato nella chiesa di San Niccolo nel 1897 ha fatto il peggio, annerendo e cancellando scene e figure. Eppure c'era chi aveva pensato al restauro: tre i tentativi finiti nel nulla, dopo l'incendio per mancanza di fondi, nel 1940 per l'emergenza guerra, nel 1965 per quella dell'alluvione. Condannatone! depositi della soprintendenza, il polittico è rimasto nell'oblio, «nonostante che Roberto Longhi e i longhiani abbiano sempre sostenuto trattarsi di un capolavoro di Gentile da Fabriano» sottolinea oggi lo studioso Luciano Bellosi. Già perché ora dopo la sua resurrezione non ci sono più dubbi che si tratti di un'opera dell'artista marchigiano. Dopo dieci anni di studi, di analisi riflettografiche, sapienti puliture e ripetute indagini degli esperti dell'Opificio delle Pietre Dure guidati da Marco Ciatti e Cecilia Frosinini, il polittico ha recuperato la sua leggibilità. Una sfida affrontata con le tecnologie più avanzate di Inoa-Cnr, Enea, Ifac-Cnr che ha permesso di recuperare il film pittorico, le figure e i particolari dei paesaggi sullo sfondo, illuminando volti delicati, figure quasi evanescenti, panneggi e decori preziosi tipici Della mano di Gentile, chiamato a Firenze da Palla Strozzi, tra il 1420 e il '25. Ma molte sono le congetture intorno alla committenza del polittico, che potrà essere ammirato dal pubblico nella mostra Gentile risorto che lo vede protagonista nelle tre sale del museo di Palazzo Medici Riccardi (da domani fino al 18 aprile, ore 9-19, ingresso 4 euro comprensivo della visita a tutto il complesso, info 055-2760340) con la documentazione del "miracoloso" restauro che evidenzia l'eccellenza dei tecnici dell'Opificio. «Un'opera che potrebbe essere lo spunto di un romanzo, che torna non all'antico splendore ma ad un sorprendente leggibilità» ha sottolineato il soprintendente Cristina Acidini, tra la commozione di don Giampietro Gamucci, parroco di San Niccolo che vedrà tornare l'opera nella sua chiesa dopo la parentesi della mostra che Fabriano dedica al suo artista dal 21 aprile al 23 luglio. «Tornerà nella chiesa di cui sta per essere avviato il restauro della sacrestia, della cappella quattrocentesca e dei decori» ha aggiunto il soprintendente Bruno Santi. Una mostra anteprima palazzo Medici Riccardi che inaugura una nuova stagione: da ora in poi il palazzo della Provincia ospiterà tutti i capolavori restaurati dall'Opificio delle Pietre Dure. Sponsor del recupero del polittico, Indesit Com-pany con 90 mila euro, mentre la Provincia ha stanziato 70 mila euro per l'allestimento dell'esposizione, con catalogo Edifir.