A Venezia sbarca lo stile Pinault. Tra poco più di due mesi, domenica30 aprile, riaprirà al pubblico Palazzo Grassi, sede di celebri mostre, ceduto dalla Fiat al miliardario collezionista francese Francois Pinault, proprietario della casa d'aste Christie's. Per conto di Pinault l'architetto giapponese Tadao Andò in cinque mesi ha realizzato un completo restyling e un vero e proprio restauro, ormai concluso, del palazzo. E' un intervento minimalista e ha riguardato soprattutto gli interni, dal grande atrio d'ingresso, del tutto rinnovato, alle aree di servizio. E' già pronta anche la mostra che avvia la nuova stagione di Palazzo Grassi che ora dispone, tra il primo e il secondo piano, di quaranta sale. Haper titolo Where Are We Going ed evoca una domanda di Paul Gauguin, riproposta da Damien Hirst per una sua scultura. E l'esposizione è un attraversamento della contemporaneità con opere della collezione Pinault: Rothko, Piero Manzoni, Donald ludd per arrivare a Hirst, Cattelan, a giovani come Urs Fischer e Rudolf Stingel. Dice François Pinault, senza nascondere la propria soddisfazione per l'ingresso a Palazzo Grassi «dopo il mio amico Gianni Agnelli», che per lui l'arte è una «grande passione». Ora desidera condividerla con il pubblico, atteso in un edificio segnato dal minimalismo di Andò: nuovo sistema di illuminazione (1500 lampade sostenute da travi in alluminio estruso), nuove soluzioni, diverse da quelle che adottò a suo tempo Gae Aulenti.