LUCCA. Per il perito nominato dal gip sarebbero proprio di provenienza furtiva i pezzi d'antiquariato sequestrati dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico di Firenze nell'abitazione di via dell'Arcivescovado di monsignor Giuseppe Ghilarducci 71 anni, ex responsabile dei beni della Curia, accusato di ricettazione continuata. La perizia affidata dal gip Letizia Di Grazia al professor Angelo Tartuferi storico d'arte e direttore del ministero per i beni e le attività culturali, non lascerebbe adito a dubbi E il quadro contestato sarebbe proprio quello trafugato nel 1972 nella chiesa di Gello di Pescaglia, una delle parrocchie dove l'anziano prelato esercita da oltre 30 anni la sua missione episcopale. La consulenza tecnica è stata depositata e conferma in toto la linea del procuratore della Repubblica, Giuseppe Quattrocchi, titolare della delicato inchiesta. Per il perito nominato dal giudice i due vasi di farmacia recanti le scritte «P. Avrea» e «Pili De Cum Rabhar» non sarebbero, come sostiene la difesa Ghilarducci, oggetti seriali Si tratterebbe invece di quelli sottratti al museo storico di Arte Sanitaria a Roma il 14 aprile del 3000 e acquistati forse incautamente, dall'alto prelato in un mercatino antiquario di Par ma E il calice con piede esalobato del Settecento alto 12 centimetri sarebbe proprio quello trafugato nella notte tra il 1 e il 2 luglio 1973 nella basilica di S. Maria del Suffragio a Grotte di Castro (Viterbo). Cosi come l'altro calice - quello dorato - sarebbe lo stesso rubato il 31 gennaio 1979 nella chiesa di S. Biagio e S. Massimiliano a Ferentino di Terni. E ancora: il paliotto in marmo sottratto dalla basilica di SS. Damiano e Cosma a Napoli nel marzo 1994 corrisponderebbe a quello rinvenuto nell'appartamento del prelato. Cadrebbero per il consulente di parte le considerazioni della difesa che per i calici riteneva diversi i basamenti (in bronzo dorato e rame anziché in rame dorato e argento con base dorata) e di dimensioni inferiori il paliotto. Ma il sacerdote, collezionista e amante dell'arte, avrebbe potuto anche non sapere che quegli oggetti erano di provenienza furtiva. Ciò che invece balza agli occhi nella perizia è il dipinto sparito all'inizio degli anni Settanta dalla chiesa dei santi Ippolito e Cassiano di Gel lo di Pescaglia: la «Vergine del Soccorso» risalente al 1678 ed opera del pittore versiliese Giovanni Marracci Stando agli avvocati Fabrizio Lenirne e Gilberto Gatta), legali di Fiducia di monsignor Ghilarducci la tela rinvenuta e sequestrata dagli inquirenti a casa del loro assistito sarebbe diversa da quella alienata nel 1972 nella chiesa di Gello. Marracci, stando alla difesa, avrebbe dipinto oltre trenta quadri aventi come tema la «Vergine del Suffragio» variando di volta in volta i santi ritratti accanto alla Madonna. Nella chiesa di Gello i santi sarebbero Martino da Tours e Pellegrino mentre, per i periti della difesa, nel quadro ritrovato nell'appartamento del sacerdote i santi corrisponderebbero a Colombano Abate e Riccardo re. sassone del Wessex morto a Lucca nel 772 di ritorno dalle Crociate. Per il prof. Tartuferi non ci sono dubbi Al di là della misura del quadro totalmente coincidente con quello sparito a Gello. basandosi su carte d'archivio e in particolare su ricerche storico-artistiche dello studioso Roberto Contini e sull'iconografia dei santi risalenti ad un inventario del XVII secolo, le due icone raffigurate accanto alla «Vergine del Suffragio» corrisponderebbero a Martino da Tours e Pellegrino. Proprio i due santi del quadro sparito dalla chiesa di Gello all'inizio degli anni Settanta. Dopo il deposito della consulenza tecnica si attende ora la replica della difesa che aveva affidato le perizie di parte al professor Roberto Giovannoni di Firenze e al dotoar Emanuele Gaudenzi di Ravenna. A quel punto il giudice delle indagini preliminari deciderà se rinviare o meno a giudizio l'ex responsabili dei tali ecclesiastici Un piccolo tesoro LUCCA. Monsignor Ghilarducci venne arrestato e messo ai domiciliari il 13 settembre per ricettazione di arredi sacri. Nelle due abitazioni che per gli inquirenti sono a lui riconduci-bili, furono rinvenuti centinaia di oggetti d'antiquariato, in prevalenza arredi sacri, di grande yalore artistico e commerciale. Fra questi, quattro pezzi ritenuti provento di furto. Qualche giorno dopo il gip respinge la richiesta del monsignore di poter esercitare il proprio ministero, mentre la difesa fa istanza di scarcerazione al tribunale della Libertà. A ottobre il prelato torna libero, n tribunale del riesame di Firenze revoca gli arresti domiciliari, disponendo l'obbligo di firma e dimora. Verso la fine dello stesso mese Ghilarducci si difende in procura. I soldi trovati sui suoi conti sarebbero frutto delle case in affitto, mentre viene deciso un incidente probatorio per chiarire l'esatta origine del la Vergine del Soccorso attribuita a Giovanni Marracci il dipinto trovato in possesso del prelato che -secondo la difesa sarebbe diverso da quello alienato dalla chiesa di Gello di Pescaglia nel 1972.
LUCCA: Caso Ghilarducci, la tela è rubata. II perito conferma la tesi dell'accusa contro il monsignore
Il sacerdote monsignor Giuseppe Ghilarducci, ex responsabile dei beni della Curia, è stato arrestato e messo ai domiciliari il 13 settembre per ricettazione di arredi sacri. Gli inquirenti hanno sequestrato centinaia di oggetti d'antiquariato, tra cui quattro pezzi ritenuti provento di furto. La perizia tecnica ha confermato che i pezzi sequestrati sono di provenienza furtiva. Il quadro "Vergine del Soccorso" attribuito a Giovanni Marracci è stato trovato in possesso del prelato e si ritiene che sia lo stesso dipinto alienato dalla chiesa di Gello di Pescaglia nel 1972.
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